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Ladispoli, aula didattica autocostruita ad impatto 0 dai ragazzi dell’Istituto De Begnac

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Oggi più che mai, alle soglie di una crisi energetica ed economica che sta mettendo in ginocchio l’intero occidente ed il suo sistema economico, basato sul libero mercato e sul consumo sfrenato, si chiede alla scuola di investire sui ragazzi e sulla loro formazione per dar loro la possibilità di affrontare con nuove competenze e punti di vista la propria professione ed il proprio futuro.
Per questo Provincia di Roma ha deciso di valorizzare l’iniziativa dell’istituto De Begnac di Ladispoli che ha progettato e messo in atto con i ragazzi della classe IV (2009-2010) un’aula didattica totalmente autocostruita ad impatto 0; una iniziativa che ha permesso agli studenti di mettere in pratica quanto non solo possibile ma anche economicamente conveniente progettare e realizzare strutture biocompatibili.

Scheda tecnica
Istituto Tecnico per Geometri ISIS Yvon De Begnac di Ladispoli
Anno di costruzione: 2010
26 mq di superficie
Classe energetica A+ (edificio passivo)
Classe IV A anno scolastico 2009-2010
Finanziamento Comune di Ladispoli: 29.000 euro
Importo lavori: 16.000 euro (costo materiali)
120 ore di lavorazione (aprile-giugno 2010)
Progetto architettonico e direzione del cantiere: Arch. Irene Ausiello e Francesco Fabbrovich
Referenti per la scuola: Prof. Paola Cola e Dagore Ristorini

Ventuno ragazzi sono stati introdotti ai temi della progettazione di edifici sostenibili attraverso un percorso teorico preliminare che fornisse loro gli strumenti e la consapevolezza per affrontare la successiva fase di realizzazione dell’edificio.
Il cantiere li ha poi visti protagonisti entusiasti di un percorso formativo fondato sull’imparare facendo. In soli 21 giorni di lavoro per 120 ore totali, un vero edificio ad altissime prestazioni energetiche è stato realizzato nel cortile della scuola. Dalle fondazioni alle finiture. Senza aiuti esterni. Il percorso nel suo complesso ha costituito un’occasione unica di crescita personale e formativa per quelli che saranno i tecnici di domani.
criteri progettuali
Bioclimatica (sfruttamento del riscaldamento e del raffrescamento passivi)
Risparmio energetico (non solo in termini di energia, ma anche di scelta dei materiali con minor impatto energetico ed ambientale)
Risparmio della risorsa idrica (recupero delle acque piovane e nessuna impermeabilizzazione del suolo)
Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico)
Confort termoigrometrico
Comfort acustico
Facilità di messa in opera compatibile con all’autocostruzione
Utilizzo di materiali riciclati (dove possibile)
Utilizzo di materiali naturali (legno, paglia, terra cruda).
Scelta di materiali provenienti dalla zona (per ridurre i costi di trasporto)
Possibilità di auto-manutenzione
Riproducibilità
valore formativo
La possibilità di realizzare con le proprie mani l’edificio che si è immaginato e progettato crea un senso di compiutezza e offre ai ragazzi la possibilità di sperimentare e verificare ciò che hanno studiato.
I ragazzi hanno modo di confrontarsi con le proprie capacità pratiche e manuali di accrescere le competenze professionali e di rafforzare i legami del gruppo avendo tutti un unico obiettivo condiviso.
Attraverso i cantieri si può far conoscenza con vecchi e “nuovi” materiali, capirne le caratteristiche e le potenzialità, sperimentarne i limiti e comprenderne le qualità.
La necessità di progettare fino all’ultimo dettaglio per poter essere in grado di realizzarlo è un passaggio importantissimo che permette ai ragazzi di fare un salto qualitativo nel loro approccio alla gestione del processo edilizio.
valore sociale
Attraverso l’autocostruzione i ragazzi possono riscoprire il valore reale del senso dell’abitare che fino a ieri era una fondamentale funzione umana. Non un bisogno, ma un modo di esprimersi.
Il “divieto di ingresso ai non addetti ai lavori” è il simbolo dell’edilizia del nostro secolo (F. La Cecla-C.AB.AU.-Rimini 1980) e questo fa sì che la stessa richiesta di abitazioni si riduca ad una richiesta di alloggi dove la qualità e la personalizzazione non vengono prese in considerazione.
Mai come oggi in un momento di crisi energetica, economica e di valori, l’autocostruzione e l’autorecupero possono dare una risposta concreta alla domanda di case.
materiali e progetto
Questa piccola aula didattica vuole dimostrare la possibilità di costruire edifici a basso consumo energetico con risorse economiche e tecnologiche limitate.
Il progetto punta ad abbattere il fabbisogno energetico in regime invernale ed estivo ricorrendo ai principi fondamentali della bioclimatica.
La pianta è estremamente compatta per contenere le dispersioni termiche.
La facciata principale, rivolta esattamente a sud, è vetrata per massimizzare i guadagni solari passivi in regime invernale.
Gli aggetti regolano gli ombreggiamenti in modo che la vetrata risulti completamente in ombra da aprile a settembre, senza alcun dispositivo mobile di ombreggiamento. Nei restanti mesi invernali il sole raggiunge il pavimento in marmette di cemento di 5cm di spessore e la parete nord in terra cruda che accumulano il calore e lo rilasciano nelle ore notturne. Tale sistema di guadagno solare passivo riesce a garantire, da solo, una temperatura interna pressoché costante in regime invernale di circa 17°.
In estate, il raffrescamento passivo è garantito dalla stessa massa termica di pavimento e parete nord. Inoltre, i carichi solari sono accuratamente controllati dal sistema di aggetti della parete sud, dal sistema di pareti ventilate a est e ovest, ottenuto con tavolato di abete a giunto aperto staccato 4cm dalla massa della parete, e dal tetto ventilato. La temperatura interna in regime estivo è stabilmente intorno ai 22° con porte aperte e temperature esterne attorno ai 35°.
La struttura portante in legno è del tipo platform frame con isolamento in fibra di legno e lana di pecora.
La parete nord è realizzata in balle di paglia, intonacata esternamente in calce e internamente in terra cruda.
La vetrata a sud è realizzata con doppio vetro bassoemissivo all’argon.
La fondazione è costituita da massi di pietra locale basaltica di circa 1m di diametro, parzialmente interrati su letto di pozzolana.
L’unico dispositivo tecnologico è costituito da un piccolo impianto elettrico autonomo alimentato da un pannello fotovoltaico da 70W, batteria e luci a basso consumo.

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