Maritato – Bardoscia (Assotutela.net ): Attenzione ai ‘giochi’ contabili di Equitalia

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    La nostra associazione da tempo si pone al fianco dei tanti cittadini che stanno avendo non poche difficoltà e problemi con Equitalia, per questo abbiamo deciso in questo lungo comunicato di informare i cittadini e i mass media sui problemi che maggiormente si riscontrato ponendo dubbi e interrogativi su alcuni modi di procedere della stessa azienda.

    Lo dicono in una nota il Presidente ed il Segretario Nazionale di Assotutela.net Michel Emi Maritato e Pietro Bardoscia.

    Equitalia con le sue Società affiliate, in termine bancario chiamate “sorelle”, sparse sul territorio Nazionale, concede anche rateizzazioni , qualora fossero richieste dai cittadini, per importi che nel 90 % dei casi ed oltre, riguardano semplici episodi di morosità, i quali, data la congiuntura economica del Paese, tenderanno ad aumentare e che andrebbero trattati con la dovuta attenzione da un qualunque ufficio interno alla Società per il recupero dei crediti .

    Dal punto di vista del tecnico, il modus operandi in questi casi è che Equitalia e le sue sorelle concedono queste rateazioni come se stessero concedendo dei finanziamenti personali con ammortamento alla francese, che non è previsto da alcuna legge italiana; ci risulta che si applichi una automatica capitalizzazione degli interessi allo scadere di ogni mese, per cui, ad esempio il tasso nominale del 10,000% all’anno ( Inps ad esempio), diventa Tasso Annuo Effettivo del 10,47131 % . Altra anomalia nella rateazione è che queste società, a quanto ci risulta, pretende un pagamento iniziale immediato per concedere la rateazione, costituito da una somma calcolata su un debito almeno raddoppiato rispetto a quello comunicato con documentazione inviata dall’ufficio preposto.

    Altra cosa da correggere è l’anomalia consistente nello spedire quasi abitualmente la risposta di concessione con 6/8 mesi di ritardo, mentre la “ratona” iniziale dovrebbe essere costituita dall’ammontare degli interessi di mora maturati sul debito, dalla data della sua formazione finale alla data della concessione della reateazione. In questo modo – prosegue Maritato – il contribuente in difficoltà che avesse ottenuto “la grazia” di poter effettuare il pagamento ad esempio di 10.000 euro circa, in 72 rate da 250,00 euro, cifra che può ritenersi sopportabile per diverse famiglie, si trova poi la sorpresina di dover versare in unica soluzione come prima rata un importo pari a 2.500,00 euro.

    E’ intuibile per chiunque che il malcapitato si troverà nella disperazione e nella necessità di ricercare danaro, difficile da avere da una Banca per chi ha debiti; pertanto dovrà necessariamente ricorrere al mercato delle finanziarie, ben più costoso, o peggio a quello degli usurai che stanno facendo affari d’oro grazie a questo sistemi di recupero.

    Tale meccanismo , visto da un punto di vista meramente contabile, tecnico, ha delle conseguenze non di poco conto, niente affatto casuali, che sfuggono al normale cittadino:

    · Aumento dell ‘ ISC ( Indice Sintetico di Costo), che rispecchia la stessa formula per il calcolo del TEG di cui al punto C3) delle Disposizioni della Banca d’Italia rivolte al solo Settore del Credito in data 22 maggio 2009, emesse ai sensi dell’articolo 2 della legge 7.3. 1966,n 108, a valori di gran lunga superiori al Tasso Soglia di Usura. Anche questo ultimo particolare a chi non mastica tale materia dice poco o nulla, invece è rilevante. (Banca d’Italia ed INPS sanno perfettamente di che stiamo parlando).

    Tali superamenti si allineano a livelli di ben 35/ 50 punti percentuali oltre il tasso dichiarato, senza che sia indicato il termine TAN ( tasso annuo nominale) che servirebbe ,forse, a fare capire al contribuente moroso come tale rateazione è trattata dalla Equitalia .

    Notate che al momento della erogazione di tale finanziamento, gli Enti Impositori (che agiscono in nome e per conto di Equitalia nel recupero crediti) per norma dovrebbero ricevere contestualmente le somme loro spettanti a saldo dei loro crediti, ma nella realtà ci risulta non avvenire; da quello che sappiamo Equitalia non eroga nulla agli Enti impositori mentre di fatto percepisce i rimborsi durante l’ammortamento, e trattiene queste cifre nelle proprie casse, libera di investire detto danaro.

    Come conseguenza non avendo provveduto Equitalia a rendere il dovuto agli Enti Impositori, questi non possono contabilmente azzerare i propri crediti, e quindi ci risulta che non possano procedere ad annullare la segnalazione ad Equitalia e consociate, le quali dal loro canto, nulla hanno fatto per comunicare l’avvenuto pagamento; per cui, continuando a trovarsi le vecchie segnalazioni, continuano a “tartassare” il medesimo contribuente più volte , richiedendogli le somme, magari già soddisfatte, caricate da ulteriori more.

    Sempre da quello che ci risulta – continuano Maritato e Bardoscia – avviene per lo più per somme di relativa entità, perchè evidentemente si conta sul fatto che il contribuente, per reagire in Commissione Tributaria o in Tribunale correrebbe il rischio di pagare cifre sproporzionate al debito, decidendo spesso di ripagare.

    Se tutto quello che abbiamo ora indicato, frutto di indagini, segnalazioni dei nostri associati e ricerche dei nostri tecnici, risultasse vero, chiediamo alle Istituzioni competenti di intervenire per evitare questo “stillicidio” nei confronti dei cittadini che inermi non sanno come reagire. Lo Stato dovrebbe porsi a loro difesa e non viceversa.

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