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Monterotondo, martedì 3 aprile manifestazione contro il razzismo

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Ferma risposta delle autorità e della cittadinanza all’episodio di violenza. Il sindaco:“Siamo una città sana”

La città si mobilita contro intolleranza e razzismo

E’ ferma ed immediata la risposta della città contro l’episodio di violenza e intolleranza razziale di ai danni delle due cittadine tunisine. Martedì 3 aprile (ore 17.30), nello stesso luogo dell’aggressione si terrà una manifestazione cittadina di riflessione e mobilitazione cittadina contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Alla manifestazione stanno già arrivando le adesioni di associazioni culturali, sportive e del volontariato sociale, parrocchie, scuole, associazioni di categoria, gruppi scout, partiti politici e di tanti cittadini che singolarmente vogliono testimoniare la propria indignazione e vicinanza alle vittime dell’aggressione.

Già oggi pomeriggio (ore 18.00) il “Comitato Acqua e Beni comuni” di Monterotondo e Mentana ha organizzato uno spontaneo sit-in sugli stessi temi al quale interverrà lo stesso sindaco Mauro Alessandri che dichiara:«Ero certo che la città avrebbe reagito fermamente a quanto accaduto e lo avevo dichiarato. I fatti mi hanno immediatamente dato ragione. Monterotondo è un organismo sociale sano e come tale ha reagito immediatamente al primo sintomo di malessere. Pur se isolato, l’episodio non passerà come semplice fatto di cronaca, non lo permettono l’anima autentica della città e i sentimenti profondi che da sempre la caratterizzano».

Monterotondo non merita d’essere tratteggiata come città intollerante e violenta, come pure potrebbe desumersi da qualche resoconto dell’accaduto. «Senza ovviamente sminuire la gravità dell’episodio, che resta inqualificabile e vergognoso – prosegue ancora il sindaco – occorre sottolineare come i cittadini presenti non si siano affatto voltati dall’altra parte, anzi, diversi di loro hanno tentato di smorzare la tensione, hanno reagito verbalmente agli insulti rivolti alle due donne e prontamente avvertito le forze dell’ordine. Interventi decisi ci sono stati, quindi, come molti cittadini mi hanno segnalato in queste ore e come alcuni organi di stampa, come ad esempio Il Messaggero, hanno oggettivamente rilevato. Che poi questi interventi non siano stati a loro volta violenti lo ritengo persino ovvio: non è in maniera violenta che ci si comporta in un paese civile».

Alla manifestazione di martedì sarebbe auspicabile anche la presenza di chi si è reso responsabile dell’aggressione: «Vengano martedì in Passeggiata – li invita il sindaco – se, come a quanto pare vorrebbe la loro versione dei fatti, ciò che hanno fatto è stato soprattutto un cedimento emotivo di cui si sarebbero immediatamente pentiti. Avranno l’occasione di scusarsi, in primo luogo con le vittime e poi con l’intera città, macchiata in questi giorni dal loro atteggiamento intollerante e violento».

«Ferisce molto il fatto che Monterotondo possa essere marchiata come una città socialmente degradata, insicura, razzista – conclude il sindaco – non posso accettare che l’irresponsabilità e l’ignoranza di qualcuno possa sporcare una secolare tradizione di accoglienza, integrazione e rispetto per chi, per scelta o per ventura, è venuto a suo tempo o viene oggi a vivere qui. Chi conosce la nostra storia e la nostra realtà sa benissimo che episodi come questo, per quanto gravi, restano fatti isolati, estranei al contesto socio-culturale cittadino, anche grazie al lavoro svolto negli anni dalle Istituzioni locali e all’attenzione costante al territorio da parte delle forze dell’ordine».

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