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Muratella: “Chiarire la questione dello sfasciacarrozze nella riserva naturale”

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«Chiediamo alla Regione di riammettere la delibera n. 61 del 13/03/09 nella sua forma corretta. L’area della Collina dell’Infernaccio è inclusa nella Riserva e deve restare verde. L’assessore all’Ambiente, Marco Mattei ci ha promesso qualche mese fa che si sarebbe occupato della questione, ma poi non abbiamo saputo più nullà. Il comitato di cittadini di Muratella fa appello a gran voce alla Regione Lazio per tentare di chiarire la questione della costruzione del rottamatore delle auto nella zona Infernaccio all’interno della Tenuta dei Massimi, nei pressi delle abitazioni di Muratella, in XV Municipio. Un’altra grana». Lo scrive su Libero, Valentina Conti. «I fatti – prosegue il quotidiano – nel 1987 un accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione decide per lo spostamento dei rottamatori di Roma all’esterno del Gra. Nel Ppt vengono individuate 21 aree, tra cui la Tenuta dei Massimi, perché considerata ‘campagna urbanizzatà, poi dichiarata Riserva naturale. L’accordo viene rinnovato più tardi, con l’individuazione di un numero inferiore di aree (6), tra le quali l’Infernaccio. Si parla della costruzione di un impianto di rottamazione di 15 ettari. Così, i cittadini, alla vista delle ruspe nella Collina, decidono di far ricorso al Tar, per chiedere l’annullamento degli atti che volevano la costruzione dell’ecomostro». «Abbiamo consegnato un dossier a Comune, Provincia e Regione illustrativo dell’intera vicenda – ricorda il Presidente del Comitato, Marco Romagnuolo – Il ricorso al Tar, in pratica, non è mai stato discusso, perché la Regione, nel Marzo 2009, ha approvato l’assetto definitivo della Riserva naturale Tenuta dei Massimi, includendo la Collina dell’Infernaccio. Così, i rottamatori hanno chiesto l’annullamento della delibera, concesso in parte solo ed esclusivamente per un vizio di forma. E i residenti promettono battaglia all’ultimo sangue, chiedendo l’intervento repentino della Regione per correggere il vizio di forma». «Siamo convinti – aggiunge Romagnuolo – che ci voglia un’azione bipartisan della politica per tutelare i residenti, in grado di individuare un’area per il rottamatore idonea a mantenerlo. Di certo non a 100 metri dalle case. I cittadini non devono pagare per questioni burocratiche».

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