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Nettuno, poligono di tiro. Zaratti (Sel) presenta interrogaz​ione urgente

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“Il progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 70 ettari nell’ex poligono di tiro di Nettuno, Torre Astura, è un’assurdità che determinerebbe un inaccettabile impatto ambientale in un’area di elevatissimo valore naturalistico e paesaggistico, al quale ci opporremo con ogni mezzo democratico”. Lo dichiara Filiberto Zaratti consigliere regionale di SEL.

“Le denunce e la mobilitazione dei nostri rappresentanti SEL locali – prosegue Zaratti – è più che motivata. L’area in oggetto presenta un ambiente naturale praticamente intatto, per il fatto di essere stata a lungo interdetta al pubblico, ed ospita un importante Sito di Interesse Comunitario (SIC IT6030048 “Litorale di Torre Astura”), lungo la costa in prossimità della foce del fiume Astura, che si estende su una superficie di 201 ettari, adiacente la pineta, che occupa una superficie di 70 ettari. Un ambiente fatto di dune, pinete, aree umide che costituisce una delle poche testimonianze dell’ambiente costiero tirrenico rimaste intatte. Un contesto nel quale è assolutamente impensabile pensare di realizzare un impianto di produzione di energia elettrica che, seppure rinnovabile, determinerebbe con la messa a terra di 70 ettari di pannelli fotovoltaico una inaccettabile modifica dei luoghi. Gli impianti di produzione energetica vanno pianificati in base alle richieste energetiche reali e localizzate aree idonee, senza vincoli.”

“Attendiamo ora – prosegue Zaratti – i risultati dell’incontro preliminare che si terrà l’11 aprile in Provincia, ma possiamo già dire che difficilmente ed inspiegabilmente un progetto del genere potrebbe superare il vaglio delle obbligatorie autorizzazioni provinciali, regionali e del Ministero Beni Culturali: dall’impatto ambientale alla valutazione di incidenza, dai nulla osta paesaggistici e urbanistici. Confidiamo anche che la società proponente, affidataria della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa, non accampi presunte ragioni di sicurezza nazionale, perché sarebbe davvero ridicolo far passare una centrale fotovoltaica per un progetto pertinente la sicurezza del paese, a meno che non pensino di attaccare eventuali navi nemiche con le lenti solari di Archimede”.

“La vicenda di Nettuno – conclude Zaratti – tocca due importanti questioni che devono essere affrontate con grande serietà: quella della riconversione delle aree militari, che molto spesso sono dei veri e propri gioielli ambientali grazie alla loro lunga chiusura al pubblico, e quello dell’utilizzo sostenibile delle aree pregiate da proteggere, che devono costituire un punto fermo della nostra società per i beneficio che possono recare sia in termini ambientali che sociali.”

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