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Programma per salvare il Consorzio Gaia

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L’assessore alle Attività produttive e alle politiche dei rifiuti del Lazio, Pietro Di Paolantonio, ha presentato oggi alla commissione Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e Partecipazione, presieduta da Franco Fiorito (Pdl), la proposta di legge con la quale la Regione Lazio intende risolvere l’annoso problema di Gaia, il Consorzio Gestione Associata Interventi Ambientali, in amministrazione controllata da alcuni anni. Promosso da alcuni comuni laziali nel 1997, il Consorzio, al quale fa capo tra l’altro la discarica e il termovalorizzatore di Colleferro, ha visto ridurre negli anni la propria attività, il personale, mentre è aumentata la massa debitoria, ma anche i crediti da parte dei Comuni serviti. «Gaia vive una situazione delicata e difficile da molto tempo – ha ricordato l’assessore Di Paolantonio – Così abbiamo cominciato a interrogarci per trovare una strada che ci possa portare all’acquisizione del Consorzio da parte della Regione Lazio. Si tratta di un’acquisizione onerosa per un importo sul quale per ora preferiamo mantenere il più stretto riserbo. Posso dire che si tratta di alcune decine di milioni di euro. La Regione farà una pre-offerta vincolante sul piano amministrativo, tecnico e finanziario. Poi, appena sarà operativa la nuova società Lazio Ambiente, si concluderà l’acquisizione». E Lazio Ambiente, secondo la proposta di legge per la sua istituzione dovrebbe essere il braccio operativo della Regione che «interviene nelle situazioni di crisi gestionale del servizio pubblico, al fine di garantire la continuità e la corretta funzionalità del servizio stesso», come recita l’articolo 1 della PL n. 205 d’iniziativa della Giunta. L’oggetto sociale di Lazio Ambiente Spa dovrà contenere, tra l’altro, la possibilità di «acquisire aziende o rami d’azienda e partecipazioni in società operanti nell’ambito del servizio di gestione integrata dei rifiuti» e, appunto, di procedere all’acquisizione del Consorzio Gaia, nel rispetto della normativa in materia, «stante la natura di creditore privilegiato vantata dalla Regione Lazio nei confronti del Consorzio stesso», come si legge all’art. 2 della PL 2005. Il tutto «nel rispetto della normativa statale ed europea vigente, ed in particolare di quanto disciplinato in materia di aiuti di Stato». Al conferimento iniziale di 120 mila euro per il capitale sociale, la PL 205 autorizza, in sede di aumento di capitale, la sottoscrizione da parte della Regione di azioni fino a 20 milioni di euro. Alla presentazione della proposta sono seguiti una serie d’interventi da parte di diversi consiglieri. Claudio Mancini (Pd) ha obiettato che come per il piano rifiuti restano indeterminate le scelte sulla dislocazione degli impianti, in vista anche della scadenza di Malagrotta, la proposta di legge 205 non esplicita la questione impiantistica e delle discariche per Roma e provincia, anche se dà un mandato preciso per quanto riguarda il consorzio Gaia. Mancini ha inoltre chiesto che sia introdotta una norma affinchè la Regione non possa andare al di sotto del 51 per cento del capitale e un’altra per riconoscimento del cosiddetto ristoro ambientale anche a favore dei comuni confinanti con quelli che ospitano discariche (come nel caso di Lariano che confina con il comune di Colleferro sede di discarica). Per Carlo Lucherini (Pd) «è una proposta importante, in quanto interveniamo per la prima volta nella gestione dei rifiuti», anche se «dovrebbe rientrare in un più generale piano dei rifiuti che ancora non c’è». Soddisfazione è stata espressa dal presidente della commissione, Franco Fiorito, il quale ha fissato per lunedì prossimo, il 20 giugno, alle ore 12 il termine entro il quale è possibile presentare emendamenti alla proposta di legge. «La discussione è stata proficua – ha dichiarato Fiorito al termine dei lavori – e soprattutto importante per la gestione complessiva del problema dei rifiuti nella nostra Regione».

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