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Rebibbia, parte il progetto Salute nelle carceri

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È partito oggi, dalla Casa Circondariale Femminile Rebibbia, il progetto della Regione Lazio Salute nelle carceri, campagna di promozione della salute negli istituti penitenziari del territorio, promossa dall’assessorato alla Sicurezza, in collaborazione con l’Ospedale San Camillo Forlanini, le Asl Rm B, E ed H, l’Ufficio del Garante per i diritti dei detenuti della Regione Lazio ed il Provveditorato agli Istituti penitenziari del Lazio. Ad «inaugurare» il progetto, finanziato dalla Regione Lazio con uno stanziamento ad hoc di 130 mila euro, l’assessore regionale alla Sicurezza e agli Enti Locali, Giuseppe Cangemi che, accompagnato dal Direttore Generale dell’ospedale San Camillo-Forlanini, Aldo Morrone, ha visitato la struttura, dove una equipe di tre medici del San Camillo ha effettuato per tutta la mattina visite mediche dermatologiche, oculistiche, pneumologiche ed ecografie tiroidee. Presente all’incontro anche il provveditore agli istituti penitenziari del Lazio, Maria Claudia Di Paolo.

«Partiamo da qui, da un carcere storico e importante – ha detto Cangemi – e in particolare dalla sezione femminile, dove sono detenute 360 donne. A visitarle sono stati primari, quindi medici di altissimo livello. Questo percorso durerà sei mesi nel corso dei quali visiteremo quanti più detenuti possibile in tutta la regione, ma anche gli operatori carcerari che lo vorranno: è un progetto a 360 gradi. Siamo partiti con le donne – ha aggiunto Cangemi – per le quali qui non c’è sovraffollamento». L’assessore Cangemi ha inoltre sottolineato, nel corso della visita, che «con l’assestamento di bilancio il presidente Polverini ha voluto che nell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità ci fosse un componente della Polizia penitenziaria. È stata quindi modificata la legge per inserire un componente in più da ottobre, scelto dal Dap, quando il bilancio sarà operativo, non ci saranno dunque solo polizia, carabinieri, finanza e polizia municipale: è una componente che mancava – ha precisato Cangemi – e per noi è un fatto importante».

«Abbiamo fornito oggi e forniremo da qui ai prossimi sei mesi visite specialistiche – ha spiegato Morrone – dalla cardiologia alla ginecologia al diabete, fino alle malattie infettive e alla dermatologia, per controllare quelle malattie che non hanno sintomi evidenti. Vogliamo fare prevenzione anche per i tumori e in particolare quelli legati al fumo, molto diffuso in carcere. Fondamentale in questo progetto – ha concluso Morrone – l’assistenza psicologica che serve a contrastare i gesti autolesionistici e i tentativi di suicidio che purtroppo in carcere sono frequenti». Accompagnati dal provveditore alle carceri del Lazio, Maria Claudia Di Paolo, Cangemi e Morrone hanno brevemente visitato anche la sezione nido di Rebibbia, dove vivono sotto controllo medico e specialistico 15 carcerate-mamme con i loro bambini fino a 3 anni. Nel pomeriggio le visite mediche si sono spostate nell’ala maschile del carcere di Rebibbia, e proseguiranno anche nelle prossime settimane. Il progetto, finalizzato al miglioramento dello stato di salute all’interno delle carceri anche alla luce del fenomeno del sovraffollamento che può favorire l’insorgere di patologie e di problemi psicofisici, avrà una durata di 6 mesi e coinvolge oltre ai quattro complessi del carcere di Rebibbia, anche altre strutture penitenziarie: Regina Coeli, l’istituto minorile di Casal del Marmo e il carcere di Velletri.

La campagna di promozione della salute si propone di supportare gli operatori del settore nella pianificazione strategica e nella realizzazione di programmi per la prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie maggiormente diffuse, volti al superamento e al contenimento degli stati di invalidità e cronicità determinati da eventi interni o esterni alla condizione detentiva. Nove i programmi mirati di educazione alla salute all’interno delle carceri, che consistono in visite mediche e sono rivolti alla popolazione detenuta: «Occhi sani», per la promozione della salute e prevenzione delle patologie oculari, «Cuore Libero» per la prevenzione delle patologie cardiologiche; «Detenuti dal diabete», «TbCarceri», per la prevenzione delle malattie infettive, «Dermatologia in carcere», «Benessere Donna» con visite ginecologiche, «Promozione della salute psicologica», «Tutela della salute dei minori detenuti», «Prevenzione oculistica».

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