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Regione, una poltrona per due

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La storia è di quelle tipicamente all’italiana. Nel senso che, come spesso accade nel nostro paese, una poltrona non la si abbandona mai. E’ il caso del consigliere regionale del Pdl Giovanni Di Giorgi che lo scorso anno è stato eletto sindaco di Latina. La legge non prevede la possibilità di mantenere il doppio incarico, obbligando di fatto il neo sindaco a optare per la Pisana o per il capoluogo pontino. Una situazione piuttosto semplice nella teoria, assai complicata nella realtà. Perché di fatto, Di Giorgi siede ancora sugli scranni del consiglio regionale da cui non pare abbia voglia di andarsene, quanto meno nell’immediato. A rimetterci da tutta questa situazione è Lilli D’Ottavi, prima dei non eletti nella lista del Pdl a Latina che da mesi attende di poter subentrare a Di Giorgi. Va detto che sino a qualche settimana fa sull’elezione a sindaco di quest’ultimo pendeva un ricorso al Tar presentato dal Pd. E non sia mai che uno si ritrovi da un giorno altro dall’ avere due incarichi a non averne neanche uno. Tant’è che lo stesso consiglio regionale del Lazio aveva optato per “sospendere” la decadenza di Di Giorgi, proprio per consentirgli di attendere il verdetto del tribunale amministrativo che puntualmente è arrivato due settimane circa fa, confermando la vittoria dell’esponente del Popolo della Libertà. Ma neanche il via libera del Tar è servito, considerato che ad oggi Di Giorgi è ancora in carica a tutti gli effetti anche come consigliere regionale.

Della questione si è interessato anche il senatore dell’Idv Stefano Pedica che, insieme alla presidente dell’associazione “Valore Donna” Valentina Pappacela, ha emesso un duro comunicato stampa, chiedendo addirittura l’intervento del governo: “Sono passati nove mesi dalla proclamazione degli eletti e oltre due settimane dalla pronuncia del Tar, eppure nulla si muove. Il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi fa finta di niente, mantenendo il doppio incarico di primo cittadino della seconda città del Lazio e di consigliere regionale. Siamo dinanzi ad un attentato alla legalità e alla legge. Quella legge che poi si pretende sia rispettata da tutti gli altri cittadini non appartenenti ‘alla casta’. La Regione Lazio a novembre aveva deciso di sospendere la decadenza di Di Giorgi da consigliere. Una sospensione, oltretutto, che non fissa termini temporali. Uno schiaffo allo Stato di diritto e alla democrazia. Permane dunque l’incompatibilità tra le cariche stabilita dalla legge, con la Regione che ha preferito anteporre l’opportunismo partitico alle norme. Fermo restando che sono in corso diversi contenziosi nelle sedi giudiziarie competenti, riteniamo necessario sollevare il caso politico anche al Governo Monti. L’atto di illegalità che si sta consumando penalizza con ogni evidenza una donna, Lilly D’Ottavi, l’esponente Pdl che dovrebbe subentrare all’onorevole Di Giorgi in Regione. Di fatto il comportamento tenuto dal sindaco di Latina e dal Consiglio regionale del Lazio è discriminatorio nei confronti di una donna, privata del suo diritto politico di esercitare un incarico in un’assemblea elettiva. Chiediamo dunque al ministro Elsa Fornero, nella sua veste di ministro alle Pari Opportunità, di intervenire su una vicenda che sta assumendo contorni sempre più imbarazzanti per manifesta violazione della legalità, affinché venga perlomeno salvaguardato il diritto della signora D’Ottavi a non essere discriminata e ad ottenere ciò che le spetta per legge”.

 Matteo Romani

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