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Exuvia – recensione del nuovo album di Caparezza!

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    Caparezza torna con il suo ottavo album, a 3 anni di distanza da Prisoner 709 il rapper pugliese è pronto a uscire dalla sua Exuvia per portarci con lui in un nuovo viaggio

    Se Prisoner 709 ci aveva mostrato un Caparezza in prigione, questo è il momento della fuga e della rinascita per il rapper di Molfetta. Exuvia è una corsa a perdifiato, irresistibile e ciclica come un Uroboro. Potrebbe finire e ricominciare, coerentemente, per sempre.

    Exuvia è un album maturo, completo, profondo ma leggero come solo Caparezza è sempre riuscito ad essere nella sua carriera, ma alzando ancora una volta l’asticella più in alto.
    Le musiche spaziano in lungo in largo, dal rock più spinto di Eyes Wide Shut ai suoni anni 80 di Come Prypiat, dal rap più classico al piano di Ludovico ne La Scelta, passando per l’irresistibile ritmo tribale di Contronatura.

    I testi, neanche a dirlo, sono ad ogni rima più incredibili. Caparezza gioca con le parole come uno scultore con il marmo, crea immagini, lancia messaggi a chi ha mente e cuore per ascoltarlo e frecciate a chi le merita, nascondendo la politica dentro l’analisi di sé stesso.
    Perché Exuvia è il proseguo naturale del viaggio terapeutico iniziato con Prisoner 709, un viaggio che ricomincia con il rapper in fuga e lo porta a ripulirsi, tappa dopo tappa, da tutte le scorie prima di rinascere nuovo, puro.

    Impossibile scegliere una sola traccia, ma si può provare a descrivere il disco usando i titoli delle stesse, così, per giocare. Attraversate la vostra Canthology mettetevi anche voi in Fugadà lungo El Sendero, come un Campione dei novanta, Contronatura, pronti ad essere, come sempre un Eterno Paradosso Azzera Pace; attraversando con gli Eyes Wide Shut città fantasma Come Pripyat e, superato Il Mondo dopo Lewis Carroll, e affrontati Tempo e Morte…preparatevi ad esperire la vostra Exuvia.

    Chapeau Capa, e grazie.

     

    Luca Silvestri

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