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L’attacco dei giganti – Stagione finale

L’anime di maggior successo degli ultimi anni giunge (quasi) alla sua conclusione, con una quarta stagione che stravolge il proprio paradigma mostrandoci in maniera cruda e violenta che bene e male spesso sono solo sfumature di un’idea.

attaccodeigiganti

L’impatto con la quarta stagione de “L’attacco dei giganti” non è stato dei più semplici, sin da prima che venisse pubblicato. La serie ha visto infatti un passaggio di testimone nelle animazioni, da WIT studio allo studio MAPPA. Polemiche che sono proseguite dopo la messa in onda delle prime puntate. Lo stile era cambiato, niente era come ce lo ricordavamo. Difficile da accettare ma col senno di poi, non era proprio così?

 

Dopo aver lasciato i nostri eroi vittoriosi su una spiaggia dal mare cristallino nell’ultima puntata della terza stagione non ci aspettavamo certo di veder partire la “stagione finale” con un totale capovolgimento di fronte. Siamo in un campo di battaglia, a Marley, e stiamo seguendo le azioni di un gruppo di bambini, giovani cadetti “eldiani pentiti” decisi a dare la vita pur di dimostrare la loro fedeltà alla loro nazione piuttosto che al loro retaggio genetico. Gli eldiani vengono utilizzati da Marley come armi, sfruttati per la loro possibilità di trasformarsi in giganti. Potere che viene tramandato ai cadetti più meritevoli.
Bambini soldati, forti, abituati a convivere con morte e devastazione…proprio come i piccoli Eren, Armin e Mikasa…eppure questi sono i loro nemici!

Intorno a questo concetto, a questo capovolgimento di ruoli, ruota l’intera quarta stagione, che lentamente vedrà ricomparire i volti noti, invecchiati e diventati ormai adulti essendo passati 4 anni dall’ultima volta che li avevamo incontrati.

Una stagione dura, difficile, a tratti complessa da seguire nelle sue evoluzioni. L’azione c’è, ed alcune puntate ci mostrano scontri tra gigantidi alto livello (uno in particolare) ma in generale questa volta sono molto più i pensieri e le strategie ad essere al centro dell’attenzione e della narrazione.

Le stesse scene di combattimento si vivono di puntata in puntata con una difficoltà maggiore dentro di noi, lentamente la serie sta decostruendo il nostro concetto di bene e male, di buoni e di cattivi e ad ogni scontro si sviluppa uno schieramento personale, dello spettatore più che della sceneggiatura, per cui contemporaneamente due persone potrebbero urlare “Uccidilo!” e “No! Non farlo!” vedendo la stessa identica scena in contemporanea.

Il ritmo è più lento ma fa susseguire scossoni tra rivelazioni e colpi di scena fino ad un finale che, come ampiamente pronosticato da chi conosce il manga, non è un finale ma più un “fine primo tempo”. Dopo la messa in onda della puntata in Giappone, infatti, è stato annunciato che la seconda parte della stagione finale sarà trasmessa, purtroppo, solo nell’inverno del 2022.

Una doccia fredda per i fan che vedono così interrompersi una storia lungi dal veder tirati tutti i suoi fili e dovrà aspettare un anno e mezzo per essere definitivamente conclusa.

La stagione finale (così come quelle precedenti) è visibile in Italia su VVVVID e Amazon Prime.

Luca Silvestri
@romadailynerd