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METROID DREAD – Recensione un mese dopo!

Metroid Dread

Metroid Dread

Generico novembre 2021

A 19 anni dalla sua ultima avventura Samus Aran torna a viaggiare nella galassia per la sua prossima missione. Pronti a vivere il terrore sulla vostra Nintendo Switch?

Il suo annuncio a sorpresa ha stupito tutti nel corso dell’ultimo E3, mentre tutti si aspettavano notizie sul travagliato Metroid Prime 4 Nintendo ha tirato fuori dalla manica un asso che nessuno poteva aspettarsi.

19 anni fa, infatti, avevamo lasciato Samus alla fine di Metroid Fusion su Game Boy Adavance e dal lontano 2002 non c’erano stati indizi o segnali da parte di Nintendo su un possibile seguito delle avventure 2D di Samus.

Un peccato perché da una parte parliamo della trama principale della saga, partita con il primo storico Metroid su NES addirittura nel 1986 , dall’altra di una tipologia di gioco che ha segnato talmente nel profondo la storia del mondo videoludico da dettare i canoni per quella che è divenuta a tutti gli effetti una categoria di videogiochi: i metroidvania (non vi sarà difficile immaginare quale sia l’altro capostipite del genere :D)

Il re è tornato nel suo regno, quindi, abbandonando (momentaneamente) gli fps della saga Prime e tornando a farci impazzire di gioia esplorando e scavando nelle profondità di un pianeta alieno, mai così pieno di minacce.

Avevamo salutato Samus dopo la distruzione del pianeta SR388 e la conseguente estinzione dei pericolosi parassiti X. Un misterioso video recapitato alla federazione galattica dal pianeta ZDR mostra che gli X vivono ancora su quel pianeta. Le federazione invia sette robot E.M.M.I. per indagare su ZDR ma rapidamente ne perdono ogni traccia. L’ultima risorsa della federazione è ancora una volta la cacciatrice di taglie Samus Aran, inviata a capire cosa sta succedendo sul misterioso pianeta una volta per tutte.

Nintendo e Mercury Steam hanno confezionato un vero gioiello, con un level design e una direzione artistica che vi lascerà a bocca aperta per tutta la durata (non eccessivamente lunga, circa 10 ore) dell’avventura di Samus e la Switch mostra ancora una volta i muscoli, facendo vedere di cosa è capace quando sfruttata a dovere.

Il passato si fonde con alcune novità, mentre da un lato Metroid trona in cattedra facendo scuola per il mondo dei metroidvania dall’altro le dinamiche già conosciute ai fan del genere si fondono con la novità degli E.M.M.I. vere e proprie sezioni al cardiopalma dove il lato esplorativo lascia spazio al terrore del titolo.

Le zone controllate dai robot infatti ci vedono inermi di fronte a queste creature artificiali, non possiamo ferirli, né scacciarli, solo tentare (la maggior parte delle volte invano) di contrattaccare per scappare il più veloce possibile verso l’uscita della zona prima che sia troppo tardi. Avete presente il terrore di quando eravate piccoli e spenta una luce correvate il più veloce possibile verso il letto per stare al sicuro dal buio? Ecco. Preparatevi a tornare a vivere quella sensazione.

Una novità che si sposa perfettamente con il titolo, movimentando le sessioni di gioco e tenendo il ritmo sempre alto e invogliando poi l’esplorazione a posteriore delle zone esplorate, già perché a un certo punto ovviamente anche quelle zone diverranno esplorabili lasciando spazio a un completamento al 100% dell’avventura.

È passato un mese dall’uscita di questo gioco che mi ha portato indietro nel tempo alle atmosfere uniche di Metroid Fusion innovando e migliorando la formula confezionando quello che forse è il miglior Metroid 2D della storia.

A proposito! La storia! Sulla trama non dico volontariamente niente perché dovete viverla e scoprirla passo passo, preparatevi solo a restare a bocca aperta.

Luca Silvestri