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Ultima notte a Soho – Recensione del nuovo film di Edgar Wright

Ultima notte a Soho

Ultima notte a Soho

L’autore di Baby Driver torna al cinema con un thriller atipico e fuori dagli schemi, accompagnato da un cast di stelle. Siete pronti ad addentrarvi per una notte nelle strade di Soho e scoprire il mistero che nascondono?

Eloise Turner è una giovane ragazza di campagna, vintage nello stile e nelle passioni. Ellie ha un sogno ben chiaro, diventare una stilista affermata, realizzando quello che sua madre non era riuscita a fare. Per seguire il suo sogno, però, sarà costretta a lasciare la tranquilla campagna della Cornovaglia per addentrarsi nella caotica Londra. In breve tempo però scoprirà che vivere a Londra, per una ragazza con le sue capacità, è molto più difficoltoso di quanto si potesse aspettare.

“Ultima Notte a Soho” è un film semplice e ricercato insieme, uno stile registico e fotografico autoriale si accompagnano ad una narrazione più pop e splendidamente scritta. Sarà difficile per lo spettatore non empatizzare con i protagonisti del film e proprio su questa caratteristica Wright, anche autore e sceneggiatore del film, gioca abilmente confondendo le menti del pubblico e manovrandone le emozioni fino quasi a farci dimenticare che sono sue le mani sul volante ed è libero di sterzare quando e come vuole.

Un thriller paranormale e onirico che ammicca esplicitamente a capolavori come Mulholland Drive di David Lynch o Repulsione di Roman Polanski senza la pretesa però di mettersi sullo stesso piano. La natura pop del film è ben evidente ed è anche uno dei suoi punti di forza. Il film è divertente oltre che coinvolgente e ci trasporta nel suo flusso ubriacandoci di immagini, suoni e colori come un sogno pronto a trasformarsi in incubo da un momento all’altro.

Questo riesce grazie ad una perfetta armonia e alla grande qualità di tutte le componenti del film. Fotografia, regia e montaggio spiccano ma danzano sulle note ipnotiche delle perfette scelte musicali anni 60 (potrei ascoltare per sempre Downtown cantata da Anya Taylor-Joy).
E se “il palcoscenico” è perfetto, non sono da meno le star! Il cast, ristretto ma di altissimo livello, vede ovviamente spiccare le due protagoniste. Thomasin McKenzie e Anya Taylor-Joy ballano brillando sullo schermo in un continuo gioco di montaggio, tra giochi di specchi e di riflessi magistralmente orchestrati da Wright. Ma una nota di merito va anche ai comprimari Matt Smith, Diana Rigg e Terence Stamp.

Ottimamente scritto e magistralmente realizzato, “Ultima Notte a Soho” è un piccolo gioiello che si colloca tranquillamente tra i migliori film dall’anno ma che purtroppo ha già visto limitarsi di molto il numero di spettacoli disponibili. Un peccato perché è uno di quei film che dovete assolutamente vedere e che nel buio della sala fanno risaltare la magia del cinema.

Luca Silvestri