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Venom: la furia di Carnage – recensione furiosa!

Venom era stato un debutto debole ma su cui si poteva lavorare. La furia di Carnage sarà in grado di portarlo a fare un salto di qualità o confermerà il livello mediocre?

Eddie Brock e Venom sono ormai una “coppia”, la convivenza però, specialmente in un unico corpo può risultare molto complicata e il rapporto tra i due è tutt’altro che in salute. Lo spietato assassino Cletus Kasady però ha sviluppato una certa simpatia per Brock e sceglie il giornalista come l’uomo che racconterà la sua storia prima che la sua condanna a morte venga eseguita. Una scelta apparentemente senza significato ma che cambierà per sempre la vita di entrambi.

Questo, in breve, l’incipit di “Venom: la furia di Carnage”, secondo capitolo della saga cinematografica dedicata al simbionte alieno della Marvel.
Una trama che, però, raramente all’interno del film riuscirà a raggiungere un grado di approfondimento molto superiore al mio superficiale riassunto.

Purtroppo il ritorno al cinema di Venom non regge il confronto neanche con il primo, sufficiente, capitolo. Se quello aveva dalla sua una struttura narrativa semplice ma funzionale, La furia di Carnage invece vede susseguirsi sullo schermo eventi con rapidità e senza il minimo accenno di approfondimento. Succede, questo e poi questo, dove la sequenza più che logica è fantasiosa. La superficialità della trama è tanta da arrivare allo scontro finale senza sapere perché il simbionte rosso voglia uccidere suo “padre” Venom e le motivazioni di Kasady ci vengono spiegate solo a scontro finale iniziato…risultando per altro comprensibili (ed era difficile far empatizzare per un pluriomicida spietato eh!).

L’unico filo rosso che lega il film è il rapporto tra Eddie e Venom, cosa buona direte voi. Lo sarebbe stato se i due non fossero stati scritti come due personaggi completamente stupidi. Eddie Brock nella prima parte di film ha evidentemente dimenticato tutto del suo passato da investigatore. Non coglie nessun indizio se non imboccato dal simbionte, va in giro parlando da solo senza alcuna discrezione e letteralmente non riesce a comprendere un disegno sopra un foglio. Il simbionte dall’altra parte è rappresentato come fosse un bambino, ha sempre fame e fa i capricci, fa battute stupide e  parla sempre quando non sarebbe il caso.

Da fan dei personaggi vedere un simile trattamento è francamente imbarazzante. Il primo film, per quanto sopra le righe e comunque con una vena comica,  aveva dato un ritratto migliore dei due che sembrano in questo seguito regrediti mentalmente senza alcuna ragione evidente.

Buona la trama dietro la caratterizzazione di Cletus Kasady e Shriek…peccato che ci porti per gran parte del film a comprenderli più che ad odiarli. Due reietti della società, due maltrattati sin dall’infanzia, che si sono rivoltati contro la società che li aveva annichiliti divenendo dei criminali. Un peccato che un tale profilo poi svanisca in due tamarri quando i due passeranno all’azione…

Carnage, invece, non è proprio pervenuto. Non sappiamo cosa voglia, da dove venga e come sia divenuto indipendente dal padre. Non sappiamo i suoi obiettivi e non ha dialoghi che non vadano oltre il “voglio uccidere Venom per essere il più forte”.  Mah.

Un vero peccato considerando il potenziale degli attori in gioco e dei personaggi rappresentati, peccato che aumenta ancora di più dopo aver visto la shockante scena dopo i titoli di coda che non approfondirò per non fare spoiler.

Venom: la furia di Carnage è tutt’altro che una furia, è più un capriccio.
Un superficiale pasticcio action demenziale, più vicino alle brutte pellicole d’azione dei primi anni 2000 che non alle ultime grandiose trasposizioni supereroistiche. Andy Serkis gioca con la camera, regalando una regia molto movimentata soprattutto nella prima parte di film, ma a conti fatti non riesce a colpire i tasti giusti.

Una furia superficiale, come tutto ciò di cui tratta.

Luca Silvestri