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Favola della domenica – I girasoli

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    Sulle dolci colline di una florida regione faceva bella mostra di sé una coltivazione di girasoli, scossi di quando in quando dal vento dell’estate.

    Il proprietario innaffiava tutti i giorni il campo color dell’oro.

    Le piantine chiacchieravano tra loro ininterrottamente: “Siamo felici di muoverci al vento” diceva una, dondolando dolcemente il capo. “E’ chiaro che siamo una delle meraviglie dell’universo” diceva un’altra. “Inoltre, possiamo essere utili all’uomo” concludeva la terza.

    La notte riposavano oppure erano perdute nella contemplazione delle stelle nel firmamento. La notte di San Lorenzo nessuna di loro chiudeva occhio per non perdere lo spettacolo delle numerose scie di stelle cadenti.

    Esisteva solo un inconveniente: la loro testa seguiva il percorso del sole, da est ad ovest però a volte, con sforzo, riuscivano a muovere il collo verso altre direzioni.

    In una di queste occasioni, il proprietario del campo, Gioele, li affrontò con decisione: “Abbiate presente” disse “che partecipiamo al premio per il miglior girasole della stagione. Siete così belli che potremmo vincere perciò, non mi deludete e attenzione a non combinare pasticci…”

    I girasoli ascoltavano compunti; erano decisi ad arrivare primi al concorso, perciò si impegnarono a crescere sani e forti.

    Un giorno, si affacciò uno gnomo: “Ehi, voi” esclamò “non siate troppo presuntuosi; è vero che siete meravigliosi ma è grazie alle nostre cure e ai nostri incoraggiamenti che, forse, riuscirete a vincere il premio di quest’anno.”

    “Che cosa dici?” esclamò uno dei fiori più grandi.

    “Hai capito bene. Noi, se non lo sai, collaboriamo con le forze della natura, per rendere fiori e piante sempre più belli e attraenti.”

    “Vuoi dire che siete voi gnomi a scatenare le tempeste che ci frustano le corolle e a portare le nuvole che ci fanno ombra?”

    “Sì, perché le tempeste vi permettono di respirare e di abbeverarvi al meglio e le nuvole servono a proteggervi dai raggi del sole troppo forti.”

    I girasoli tacquero e furono felici di sapere che esisteva un popolo di gnomi che si prendeva cura della loro salute.

    In quel mentre si avvicinò Gioele accompagnato dai suoi due bambini, Giulio e Mara; lo gnomo si ritirò.

    I tre arrivati iniziarono a ripulire i loro fiori dalle foglie appassite; chissà se sapevano che tra le zolle di terra si nascondevano piccoli esseri che si occupavano di tutto ciò che nasceva per renderlo sano e meraviglioso?

    A un tratto, Giulio urlò, facendo un salto all’indietro; Sara lo imitò. Ai loro piedi, c’erano omini minuscoli che facevano segni per attirare la loro attenzione.

    “Cari fanciulli, non ripulite solo gli steli, ci sono foglie secche anche sul terreno; aiutateci a rimuoverle per non far soffocare i girasoli.”

    I fratelli, obbedienti, si chinarono a terra e raccolsero tutte le foglie inutili e ingombranti.

    Il padre non si accorse di nulla. Disse: “Su, ragazzi, mettete le cose da buttar via qui dentro”. Aprì il sacco che teneva tra le mani e i figli vi gettarono mucchi di erba secca. Stava per chiuderlo quando vide qualcosa saltare all’interno del contenitore. A quella vista, proruppe in una sonora risata: “Ci sono gli gnomi!” esclamò.

    Giulio e Mara si guardarono stupefatti. Era noto a tutti che gli adulti non credevano agli gnomi, alle fate, ai folletti, e loro simili.

    “Com’è possibile che tu li conosca?” gli chiesero.

    “Una volta, da bambino, queste piccole creature mi hanno insegnato a danzare; guardate!” L’uomo iniziò a ballare leggero e veloce e i ragazzi lo imitarono, attenti a non calpestare nessuno dei fiori che erano venuti a curare. “Com’è divertente!”

    Era una danza così trascinante che anche i girasoli mossero la testa a corolla inclinandola ora a destra, ora a sinistra e gli steli li seguirono in armonia.

    A uno a uno gli gnomi a loro volta uscirono dai loro nascondigli. Fecero, ballando, il girotondo intorno ai fiori.

    Poco dopo, si sedettero tutti stremati sul terreno ondulato.

    Era tanta la gioia che i girasoli divennero più brillanti, i bambini più felici e il loro papà orgoglioso di aver ballato e riso con i bambini, i fiori e i folletti, spiriti di natura.

    Il folletto più anziano disse: “Sono certo che vincerete il premio per il miglior girasole del circondario. Le nostre danze donano vigore e bellezza a chi le pratica, compresi i fiori e, oltre a loro, anche voi potrete godere perennemente, grazie a noi, di buonumore e prosperità”.

    Maria Rosaria Fortini

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