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Le rubriche di RomaDailyNews - Favola

Favola della domenica – Il balcone fiorito

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    C’era una volta un balcone adornato da mille piante multicolori. Insieme ai narcisi, agli iris e alle fresie, trovavano posto molti virgulti dei frutti dell’orto.

    I pomodori facevano compagnia alle fragole, i peperoni alle zucchine, le melanzane ai cetrioli . Era una gioia per Martina, una ragazzina appassionata di giardinaggio, prendersi cura di tutti i suoi fiori, le foglie e gli ortaggi che vi crescevano.

    Insieme agli altri, sola e superba, troneggiava una stupefacente rosa tea.

    “Come sei bella” diceva una colomba alla regina dei fiori.

    “Il tuo profumo mi attira inesorabilmente” osservava un’ape passata di lì per caso.

    “Tira dritto, tira dritto” incitava una rondine al suo compagno raggiungendo il loro nido, “la rosa non ama essere sorvolata da noi”.

    Infatti la bella tea si lamentava spesso: “Da qualche tempo non c’è pace in questo terrazzo. Sono arrivate le rondini e hanno pensato bene di fare il loro nido appena sotto il tetto. Il frastuono che producono è indescrivibile.…Senza contare che, da quando Martina ha piantato i suoi ortaggi, ne è così entusiasta che trascura di darmi l’acqua ogni sera”.

    Se non ci fosse stato il vento a scuotere i suoi petali, si sarebbe detto che la rosa tremasse di sdegno. Le altre piante tacevano pazienti ma pensavano che il continuo lamento di scontento disturbasse la vita pacifica del loro balcone.

    Una sera si presentò alla rosa una figura appena accennata: “Sono il tuo angelo custode. Sono felice di parlarti”.

    La rosa fece uno scatto improvviso: “Sto sognando forse? So che gli angeli custodi esistono solo nell’immaginazione degli uomini”.

    “Io invece sono qui, proprio accanto a te”.

    “Allora saprai che sono scontenta…tutti mi infastidiscono”.

    “Non ne hai motivo. Coraggio, donami il tuo sorriso più splendente”. L’angioletto non sembrava scosso dalle parole della sua pupilla.

    “E’ impossibile”. Il bel fiore chiuse i suoi petali corrucciato. Poi chiese: “Soltanto io ho un angelo custode, vero?”.

    “No davvero. Tutti ne hanno uno. Animali, piante, uomini. Ti faccio vedere”. L’essere impalpabile fece un gesto e alla rosa fu visibile un esercito di angioletti gioiosi che sostavano ognuno vicino alla creatura da loro protetta. I peperoni ne avevano una colorata, i pomodori una rotondetta, le fragole una riccioluta e i fiori delle esili figure ammantate di luce dorata.

    “Ohhh, è incredibile” commentò la rosa.

    “Ora guarda in alto”. Un nugolo di altri esseri alati volava insieme agli uccelli che in quel momento solcavano l’aria. Sembravano scie che accompagnassero le rondini, le colombe, i gabbiani in una danza tra terra e cielo.

    In quel momento, Martina uscì sul balcone. Notò un certo fermento tra i suoi fiori. Si allarmò: “Che  succede qui?” Notò pure che le piante del suo orto erano molto agitate.

    “Buongiorno!” disse una figura indefinita al suo fianco.

    “Chi sei?” domandò Martina balzando di lato.

    “Sono il tuo angelo custode. Ci siamo radunati tutti qui per permetterti di vederci”.

    La ragazzina si guardò intorno e il balcone le apparve ricolmo di un esercito di fantasmi variopinti.

    “Diamine! Ho le traveggole…”

    “Ti ho soltanto reso capace di vedere il tuo angelo custode e quello di tutti i fiori, le piante e gli uccelli che gravitano qui intorno”.

    “E’ straordinario. Visto così, il luogo è veramente affollato”. Martina si guardava intorno estasiata. “Ho fatto qualcosa per meritarlo?”

    “Metti molto amore nel curare i tuoi fiori, parli con i volatili e ringrazi i prodotti dell’orto quando ne cogli qualcuno. Hai rispetto per la natura e per i suoi frutti. Ho desiderato farti conoscere la mia presenza per questo motivo”.

    “E ora, che succederà? Vi ho conosciuto e desidero che non andiate più via”.

    All’improvviso, Martina si ridestò. Aveva fatto solo un bellissimo sogno. Delusa, uscì sul balcone. Non vi era alcuna presenza eterea ma notò che tutto ciò su cui si posava il suo sguardo aveva un contorno dorato.

    Gioì dentro si sé certa che il suo angelo custode le aveva fatto un dono straordinario: le aveva dato la possibilità di conoscere la vita segreta che arricchisce perennemente ogni essere vivente.

    Maria Rosaria Fortini

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