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Le rubriche di RomaDailyNews - Favola

Favola della domenica – Il principe Gerlando

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    C’era una volta un principe che un giorno s’inoltrò nel bosco in cerca di avventure. Suo padre gli aveva detto che, per diventare re, avrebbe dovuto superare alcune difficili prove.

    Il bosco era magico e Gerlando pensò che fosse il luogo adatto per affrontare molti pericoli. S’incamminò pieno di speranza.

    Gli si parò dinanzi una casa tremolante. Con decisione, vi entrò. “C’è qualcuno?” domandò. Nessuno rispose. Fu preso da vertigini e tutto gli ruotò intorno. La casa vorticava su sé stessa, traballava, sembrava volesse capovolgersi ma Gerlando non vacillò. Resistette per un tempo infinito finché le pareti non si fermarono di colpo.

    Quando si riprese, vide sul tavolo una forma di pane. Sembrava appena sfornato. Sul dorso era scritto: ‘Questo è un dono della casa tremolante per la tua tenacia’. La ripose nella bisaccia che aveva portato con sé.

    Continuò il suo viaggio lungo il sentiero. Poco dopo, ebbe l’impressione di essere seguito. Si voltò di scatto e vide un albero camminare nella sua direzione.

    “Sei fatto di corteccia e rami o sei una figura stregata?” gli domandò.

    “Sono una creatura del bosco magico. Desidero accompagnarti nel tuo viaggio”.

    Gerlando accettò. Insieme, arrivarono nei pressi di uno stagno. “Ho sete” disse l’albero. S’immerse fino alla chioma. Immediatamente, sbocciarono fiori bianchi di magnolia sui suoi rami: “Entra anche tu”.

    Con circospezione, il giovane si bagnò fino alle ginocchia. Sentì un calore in mezzo al petto e si erse in tutta la sua statura. Si sentiva invincibile.

    Accanto a lui, un piccolo pesce-sirena affiorò dallo stagno e gli disse: “Portami con te. Posso esserti d’aiuto e respiro anche senza acqua”. Il principe acconsentì e la appoggiò nell’apertura della  bisaccia.

    Si rivolse all’albero: “Sono cosciente di vivere delle prove straordinarie ma non so dove mi porteranno…”

    Si fece improvvisamente buio. La magnolia si fermò e indicò un luogo ancora più scuro: “Ecco, vedi, le tue prove ti stanno portando alla tana del drago”.

    Un boato terrificante scosse l’aria. I tre amici furono sbalzati all’indietro. L’antro buio s’illuminò di scintille di fuoco.

    “Chi siete? Questo è solo un avvertimento. Andate via”.

    La sirena iniziò a cantare una nenia ipnotica.

    “Non vogliamo avvicinarci” disse Gerlando. “Ci tenevo solo a conoscerti”.

    “Per quale motivo?”

    “Sei la prova più difficile che devo superare per poter diventare re”.

    “Mi vuoi combattere?”

    “No, solo conoscerti”.

    Il drago, sbuffando, mandò faville. Aveva scaglie verdazzurre: “La tua amica cerca di rendermi innocuo ma io sono immune al suo canto”.

    “Vorrei chiederti un piccolo oggetto che dimostri che ti ho incontrato”.

    Il drago si contorse. Un frammento cadde sul terreno: “Ecco, prendi questo. E’ una piccola scaglia della mia corazza. Ti farà da scudo per i mali del mondo”. La scaglia rotolò ai piedi di Gerlando. Era dura e rilucente.

    “La porto io” disse l’albero. “Ti accompagneremo a casa”.

    Con un sospiro di sollievo, il giovane fece dietrofront. Aveva finito finalmente le sue prove. Nel viaggio di ritorno, si sfamò con la forma di pane e i suoi compagni si abbeverarono sulle sponde dello stagno.

    Di fronte al re, il principe raccontò le sue avventure: la scaglia di drago, l’albero di magnolia che avrebbe adornato il suo giardino e, infine, il pesce-sirena…il quale, improvvisamente, si trasformò in una bella fanciulla canterina, che Gerlando chiese subito in sposa.

    Maria Rosaria Fortini

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