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Le rubriche di RomaDailyNews - Favola

Favola della domenica – La musica

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    C’era una volta una bambina di nome Alessia che amava suonare il pianoforte.

    Appena rientrata da scuola, sedeva di fronte alla tastiera e pigiava i tasti con abilità ed entusiasmo.

    Il gatto Pallino le faceva compagnia acciambellato sulla poltrona del salotto.

    Dopo un’ora, la mamma la raggiungeva dicendo con un sorriso: “E’ ora di uscire in giardino. Non  devi esagerare con gli esercizi”.

    In giardino, si avvertiva la musicalità che si sprigionava dai fiori, dall’erba, dagli alberi. “Ascolta,  mamma” diceva Alessia “le piante parlano tra loro e gli uccelli emettono musica con i loro  cinguettii”.

    “Come sei brava a sentirla”.

    Un giorno la bambina si recò in giardino da sola; notò nell’aria una certa disarmonia. Si domandò il  perché. Passando accanto a un cespuglio, vide donnine in miniatura che correvano da una parte  all’altra, molto preoccupate.

    “Chi siete? Che cosa fate qui?”

    “Io mi chiamo ‘Sol’. Le mie compagne si chiamano ‘La’, ‘Mi’, ‘Fa’, ecc. ecc” rispose una di loro,  avvolta in veli azzurri. “Siamo preoccupate perché abbiamo perduto delle note. Di conseguenza, il  giardino è in subbuglio e gli uccelli volano via”.

    “Com’è successo?”

    “Alcune di noi sono salite in alto per cogliere motivi nuovi allo scopo di arricchire la vita dei fiori e  rallegrare pettirossi, fringuelli e passerotti. E’ passato del tempo, ma non hanno ancora fatto ritorno.

    “Di che note si tratta?”

    “Si tratta del ‘Si bemolle’ e del ‘Fa diesis’.

    “Forse potrei aiutarvi suonandole sulla mia tastiera”.

    “Pensi che torneranno?”

    “Proviamo!”

    Si spostarono in salotto. Appena vide il Sol, Pallino arruffò il pelo e si rifugiò dietro la poltrona.

    “Non farci caso. E’ molto pauroso” disse Alessia..

    Il Sol era così leggiadro che, presto, il gatto fece capolino per ammirarlo.

    Si misero davanti alla tastiera. La donnina saltò sul ‘Si bemolle’ e sul ‘Fa diesis’ ma non era pesante  abbastanza da far uscire dei suoni. Alessia l’aiutò e anche Pallino contribuì spingendo i tasti con le  zampette.

    All’improvviso, una pioggia di note planò sulle numerose scale dello strumento.

    “Eccoci, eccoci, arriviamo, arriviamo!” Due fanciulle colorate volarono sui tasti bianchi e neri.  Toglievano dalle tasche del loro abito una miriade di note visibili; toccando la tastiera, formavano  delle armonie.

    Pallino cercava di prenderle, come fossero insetti giganti.

    “Fermo, fermo!” gridava Alessia “lascia che il ‘Si bemolle’ e il ‘Fa diesis’ facciano il loro lavoro”.

    Man mano, le armonie viaggiavano e si spostavano nel giardino. Immediatamente, gli alberi  rinvigorivano, i fiori aprivano i loro petali e le campanule dondolavano seguendo il ritmo della  musica. Alcuni uccelli, attirati dalla melodia, stavano facendo ritorno.

    “Alessia, Pallino, dove siete?”. La mamma si affacciò dalla porta-finestra e sbalordì. Che cosa stava  succedendo? C’era un tal movimento di foglie, fiori, volatili e note musicali, da lasciarla senza fiato. “Figlia mia, non credevo che la musica fosse capace di fare tutto questo!”

    “Tutto questo e molto altro ancora, mamma”.

    Le donnine si erano nascoste ai loro occhi ma ascoltavano mentre componevano armonie, felici di lavorare in quel giardino per essere utili allo sviluppo rigoglioso della natura.

    Maria Rosaria Fortini

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