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Le rubriche di RomaDailyNews - Favola

Favola della domenica – Le Marionette

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    C’erano una volta due sorelle gemelle, Adriana  e Luisa, che si trovavano in vacanza in una città straniera. Passeggiando, si fermarono di fronte a un’antica bottega dove erano esposte delle marionette.

    Adriana si rivolse alla mamma: “Tra qualche giorno sarà il nostro compleanno. Ci piacerebbe tanto giocare con queste marionette”.

    “Proprio così” affermò Luisa. La madre le accontentò. Comprò una nonna, un oste ciccione, una ragazza, un giovane vigoroso, tre popolani e un conte.

    Tornate in albergo le due ragazzine, al colmo della felicità, iniziarono a far parlare e a muovere i burattini.

    “Inventiamo una storia” propose Luisa.

    “Ho un’idea!” disse Adriana. Posizionò le marionette in giro per la stanza e iniziò a muoverne i fili; per primo, quelli dell’oste che, uscendo dalla cucina, disse alla figlia: “Muoviti Marianna, è ora di apparecchiare, tra poco arriveranno gli avventori”.

    Una donna anziana stava cucendo accanto alla finestra: “Il grembiule è rammendato, nipote mia, così sarai in ordine quando dovrai servire ai tavoli”.

    Entrarono nella locanda tre ragazzi rozzi e volgari: “Ehi, oste portaci tre boccali di birra. Sbrigati!”

    “Basta che ve ne andiate subito” rispose l’altro, contrariato.

    “Ah, ma guarda che bella cameriera…”. Uno dei tre avvolse la vita di Marianna che cercò di svincolarsi. Lo sgherro sghignazzò: “Dove credi di andare, bella fantesca, vieni qua”.

    Dal tavolo dove stava pranzando Riccardo, un amico di Marianna, urlò agli aggressori: “Ehi, l’oste vi ha detto di andarvene! E lasciate in pace la ragazza”. Di corsa, i tre manigoldi uscirono portandola via.

    La nonna urlò spaventata, il taverniere si mosse per inseguirli ma inciampò e cadde. Riccardo li rincorse fino a che arrivarono tutti a ridosso di un grande palazzo. Il giovane si nascose, gli altri tre con la ragazza entrarono.

    Il conte di Erbaviva li stava aspettando. “Finalmente” disse “il mio desiderio si sta avverando”. Si accostò alla fanciulla: “Marianna, da adesso in poi vivrai qui con me. Ti ricoprirò di pietre preziose”.

    “State lontano da me!”

    Intanto Riccardo si era spostato intorno alle mura. Trovò una crepa dove potersi arrampicare. Saltò all’interno. Seguì, non visto, i tre manigoldi.

    Urtò, inavvertitamente, contro un pozzo. Il coperchio si spostò. Un fulgore di pietre si riversò all’esterno. In quel momento, si sentì un forte boato.

    I tre manigoldi fuggirono, lasciando libera la loro prigioniera. Riccardo le andò incontro. Il padre, che li aveva raggiunti, gridò: ‘Presto, torniamo alla locanda!”

    All’arrivo la nonna, abbracciando la nipote, esclamò: ‘Ho sentito un boato, che cosa è stato?’

    Riccardo spiegò: ‘Qualcuno vorrà appropriarsi delle miniere del conte. Ho visto all’interno di un pozzo delle pietre bellissime’.

    Tirò fuori dalla camicia un gioiello grande e rilucente: ‘Ecco, questo l’ho trovato dopo l’esplosione’. Si rivolse all’oste: ‘Se mi accettate come fidanzato di Marianna, potremo condividerlo’.

    Marianna ne fu felice, il padre esultò e la nonna versò qualche lacrima di commozione: ‘Sarà un risarcimento per la malvagità di Erbaviva’ commentò.

    I due ragazzi si abbracciarono.

    ‘E così furono tutti felici e contenti’…. Adriana terminò la sua storia lasciando i fili delle marionette che si afflosciarono inespressive sul pavimento. Luisa fece altrettanto, poi disse: ‘Che bella storia! Vorrei proprio rappresentarla a scuola’.

    Tornate al loro paese d’origine, iniziarono a scrivere i dialoghi del racconto inventato e rappresentato con le marionette. Gli insegnanti a cui lo fecero leggere, le lodarono per la loro bravura.

    A fine anno scolastico, la storia venne effettivamente rappresentata  su un vero palco da alcuni dei loro compagni. Fu un successo e le due sorelle ne furono immensamente felici.

    Maria Rosaria Fortini

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