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Le rubriche di RomaDailyNews - Favola

Favola della domenica – Sole e Luna

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    C’erano una volta un sole e una luna che gravitavano intorno ad un pianeta bellissimo. Erano entrambi talmente desiderosi di ammirarlo che bisticciavano su chi avesse la gioia di occupare il cielo sopra di esso.

    Sul pianeta si alternavano luce e ombra senza una regola precisa. I pochi animali che vi abitavano dormivano l’intera giornata oppure si procuravano il cibo solo quando il sole l’aveva vinta sulla luna.

    Un giorno però l’uomo decise di atterrare sul pianeta. Arrivò da un sistema solare piuttosto distante in cui tutto, sulla sua superficie, era perfettamente regolato: c’era luce del giorno per 14 ore e buio per 10. Arrivò con una nave spaziale e, quando atterrò, trovò il caos. Si trattava di un gruppetto di 4 persone.

    “Hai visto?” disse il sole alla luna. “Ci sono strani esseri sul nostro pianeta. Che cosa vorranno?”

    “Non ho idea…L’importante è che non sconvolgano le nostre pacifiche abitudini”.

    “Pacifiche, dici? Mi sembra che siamo piuttosto turbolenti io e te; non facciamo che confondere le creature che ci vivono”.

    “Forse hai ragione, ma è piuttosto divertente. Peccato che gli animali sono disorientati e le piante non sanno se fiorire o meno”.

    “E’ tutta colpa tua. Non vuoi mai stare al tuo posto!”

    “E quale sarebbe il mio posto, scusa?”

    “In cielo, in mezzo a una miriade di stelle”.

    “Detto così sembra un bel posto ma io preferisco vedere animali che cacciano e piante che si muovono al vento”.

    “Mi dispiace, ma tocca a me portare la luce e il calore. Se vuoi, puoi rimanere anche tu, ma senza disturbarmi”.

    “E’ sempre la stessa storia. Non si sa chi comanda qui; non faremo mai pace”.

    Il gruppetto di umani vide che il vento alzava la sabbia in mulinelli vorticosi, gli animali si attaccavano ferocemente e il buio dava il posto alla luce in saette e folgori ininterrotte.

    “Bisogna mettere ordine su questo pianeta” disse il capo della spedizione.

    “Se vogliamo stabilirci qui, è necessario sistemare i contrasti tra il padre-sole e la madre-luna” disse la sua assistente.

    I due astri aguzzarono le orecchie. Padre-sole e madre-luna? Che cosa significava? Si guardarono incerti. Decisero di parlare con loro.

    “Ehi, voi!” esclamò il sole sputacchiando qualche raggio di luce. “Abbiamo sentito ciò che avete detto. Di chi saremmo i genitori noi?”

    “Ma come, non lo sapete?” disse lo scienziato della compagnia. “Per gli esseri umani, il sole rappresenta il padre e la luna la madre”.

    “Se ho capito bene” intervenne la luna “avreste intenzione di stabilirvi su questo pianeta. A quali condizioni?”

    “Potremmo, grazie alla nostra tecnologia avanzata, regolare i ritmi del pianeta, prima di tutto le ore di luce e di buio”.

    “Dunque” disse il sole imbronciato “noi due dovremmo smettere di farci la guerra per permettere a voi esseri viventi di vivere e di prosperare”.

    “Esattamente. Non siete d’accordo?”

    “Beh, ecco…” sussurrò il sole.

    “Veramente…” affermò la luna, “a me non dispiacerebbe prendermi cura delle piante, degli  animali, delle rocce e degli uomini come una buona madre”.

    “Effettivamente” confermò il sole “sono stanco di bisticciare con te. E il pensiero di essere padre di qualcuno m’intenerisce”.

    “Allora siamo d’accordo” disse il capo della spedizione. “Rimarremo qui e sistemeremo le cose, poi ci faremo buona compagnia”.

    Prese la parola il quarto umano, una sciamana: “Non so voi, ma io non vedo l’ora che arrivino dei bambini. Potremo regalare loro il pianeta più splendido e armonioso che esiste nell’intera galassia”.

    Maria Rosaria Fortini

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