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Riccardo Genghini risponde: “Come si fa a cedere le quote di una società?”

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    Argomento: Gentile Notaio, ho deciso di cedere le quote delle srl di cui facevo parte. Cosa devo fare?

    Premessa:

    l’atto di cessione quota di per sé un atto “semplice” dal punto di vista notarile, nel senso che l’istruttoria della pratica mediamente non è particolarmente lunga o complessa, a differenza di quanto accade per gli atti di compravendita immobiliare.

    L’intervento del Notaio si colloca nell’ultima parte delle trattative che talvolta, specie quando vi sono società straniere, possono trascinarsi per lungo tempo e si svolgono prevalentemente con l’assistenza di studi legali e tributari e quindi al di fuori dei nostri studi.

    Nulla esclude però che il Notaio intervenga anche in fase di trattativa preliminare e al riguardo può essere sicuramente di ausilio alla predisposizione di un contratto preliminare di cessione quote che, analogamente a quanto accade in sede di acquisti immobiliari, consente di disciplinare compiutamente svariati aspetti legati alla operazione di cessione quote.

    Da qualche anno è però possibile procedere alla cessione delle quote delle (sole) SRL anche senza Notaio e precisamente mediante una scrittura privata firmata digitalmente che viene poi depositata presso il Registro Imprese tramite un intermediario abilitato (in un primo momento solo i commercialisti poi anche i Notai). Possiamo dire che la cessione quote tramite commercialista non abbia preso molto piede e questo tipo di atti avvengono in massima parte ancora negli studi notarili. Questo è dovuto a diversi fattori:

    –  i commercialisti non intendono farsi pagare meno dei Notai e quindi non sono concorrenziali rispetto al costo per il Cliente;

    – i commercialisti, specie quando la cessione quote avviene fra gli stessi soci, non possono garantire quella posizione di terzietà e imparzialità tipiche del Notaio, essendo i professionisti della stessa società e quindi preferiscono “starne fuori” e lasciare che sia il Notaio ad occuparsene

     

    L’intervento del Notaio garantisce tra l’altro una serie di controlli sostanziali e precisamente:

    – la titolarità della quota in capo al cedente (anche sotto il profilo del regime patrimoniale in caso di soggetto coniugato)

    – l’inesistenza di vincoli sulla quota oggetto di cessione

    – la libertà da particolari limitazioni in merito alla cessione quota o comunque l’esame della specifica disciplina (prelazione, gradimento, clausole di covendita quali ad esempio il “tag along” e il “drag along”.

    E’ quindi sempre opportuno rivolgersi al Notaio per le garanzie che esso offre e per il buon fine dell’operazione.

     

    Quando si cede una quota di srl, gli aspetti maggiormente rilevanti, dal punto di vista del cedente, riguardano la valorizzazione della quota oggetto di cessione e l’aspetto fiscale sotto il profilo della tassazione del reddito (quindi valutazioni estranee all’attività del Notaio).

    Sotto il primo profilo, è infatti opportuno determinare il valore “commerciale” della quota sociale che è cosa diversa dal mero valore nominale: il valore nominale esprime il valore rapportato alla partecipazione al capitale sociale sottoscritta dal socio; il valore commerciale è legato al valore del c.d. “patrimonio netto” della società cioè il valore pari alla differenza fra l’attivo e il passivo dello stato patrimoniale e involge una valutazione complessiva di tutti gli asset aziendali.

    Qualora la quota oggetto di cessione garantisca all’acquirente-cessionario, la partecipazione “di maggioranza”, la valorizzare dovrà sicuramente tenere conto anche di questo aspetto proprio perché l’acquirente acquisisce di fatto la gestione della società.

    Dal punto di vista fiscale, la cessione della quota può comportare, in capo al cedente, una plusvalenza o una minusvalenza e quindi è necessario essere assistiti da un commercialista che è chiamato a valutare e a determinare, sulla base del calcolo del costo di acquisto, la portata dell’impatto fiscale dell’operazione.

     

    Chi acquista (c.d. “cessionario”) ha invece interesse ad acquistare una quota libera da qualsiasi vincolo o limitazione di sorta come ad esempio pegno o usufrutto sulla quota. Il Notaio ha quindi il compito di verificare innanzi tutto la titolarità della quota oggetto di cessione in capo al cedente, anche rispetto all’eventuale regime patrimoniale del cedente e di analizzare, sulla base dello statuto sociale, che la cessione quota non sia soggetta a particolari restrizioni, quali ad esempio la prelazione di altri soci, il gradimento o altre clausole dette “di covendita” e nel caso assicurare che vengano rispettate le modalità richieste dalla legge e dallo statuto ai fini del trasferimento della partecipazione sociale.

    Chi cede deve invece sapere che, qualora il capitale sociale non sia interamente versato, egli resta obbligato per i successivi tre anni verso la società per il versamento del capitale residuo non versato; al riguardo, quando la cessione quote avviene con atto notarile, il Notaio ha sempre cura di verificare questo aspetto e di esplicitarlo con apposita clausola in atto.

     

    Il Notaio è il professionista che può assistere le parti anche durante la fase precedente rispetto alla cessione quote. Il “preliminare di acquisto” non esiste solo per le compravendite immobiliari e può essere utile incaricare il Notaio, che fornisce la garanzia di terzietà e imparzialità, anche ai fini della predisposizione del contratto preliminare di cessione quote. Il preliminare può assumere una notevole importanza per il buon fine dell’operazione in quanto consente di disciplinare compiutamente diversi aspetti in vista dell’atto definitivo fra cui ad esempio le modalità e i termini per il pagamento del prezzo di cessione o l’assunzione di specifiche garanzie o obblighi in capo al cedente.

     

    Tuttavia da qualche anno, l’atto di cessione quote non richiede più necessariamente la forma notarile e quindi può avvenire senza ricorrere all’atto pubblico o alla scrittura privata autenticata.

    L’art. 36, comma 1bis della Legge 133/2008 ha infatti previsto che l’atto di cessione delle quote di SRL possa essere sottoscritto dalle parti con firma digitale apposta a una scrittura privata (non autenticata) depositata al registro delle imprese a cura di un intermediario abilitato e quindi a cura di un Commercialista o di un Notaio. Il deposito presso il Registro Imprese riveste una grande importanza in quanto l’efficacia della cessione quote rispetto ai terzi e rispetto alla società si ha unicamente proprio dal momento del deposito dell’atto di cessione.

    Qualora la stessa quota venga ceduta dal cedente a due soggetti diversi, prevarrà non chi ha firmato l’atto in data anteriore rispetto all’altro, ma chi avrà ottenuto per primo l’iscrizione della cessione quota presso il Registro delle Imprese, purché ovviamente il cessionario sia in buona fede.

     

    Quanto alla tassazione dell’atto può essere utile sapere che la cessione quota è soggetta all’imposta di registro in misura fissa (euro 200,00) e non proporzionale al valore della quota ceduta, quindi, sotto questo aspetto, è un’operazione dal basso impatto fiscale per l’acquirente-cessionario.

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