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Acque dei laghi perdono ossigeno, a rischio biodiversità e ecosistemi

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    Acque dei laghi perdono ossigeno, a rischio biodiversità e ecosistemi –

    Secondo una ricerca del Rensselaer Polytechnic Institute di Troy (USA), pubblicata su Nature, i laghi delle zone temperate mostrano già da tempo un diffuso declino dei livelli di ossigeno nelle loro acque, un fenomeno che potrebbe minacciare gli ecosistemi lacustri in tutto il mondo.

    La concentrazione dell’ossigeno disciolto nei sistemi acquatici è un importante biomarcatore per valutare il giusto bilancio dei nutrienti, il mantenimento della biodiversità, la qualità dell’acqua potabile e l’emissione di gas serra.

    La perdita dell’ossigeno nelle acque è un fenomeno ben documentato per quel che riguarda gli oceani, ma poco si sa sullo stesso fenomeno nelle acque lacustri a causa della mancanza di studi a lungo termine e su larga scala.

    Kevin Rose e Stephen F. Jane, coordinatori dello studio, hanno analizzato 45.148 profili di ossigeno disciolto (DO) e temperature delle acque ed hanno calcolato le tendenze alla perdita di ossigeno per 393 laghi in Europa e negli Usa.

    I dati sono stati raccolti in 80 anni, dal 1941 al 2017, da enti governativi, università e istituzioni no-profit. Analizzandoli si è visto che il declino dell’ossigeno disciolto è dalle 2,75 alle 9,3 volte maggiore rispetto a quello osservato negli oceani e che l’aumento delle temperature dell’acqua è associato alla riduzione delle concentrazioni di ossigeno nelle acque di superficie per il 5,5%, mentre nelle acque profonde è del 18,6%.

    Una situazione che avrà un grosso impatto sull’ambiente e potrà mettere a rischio la biodiversità di questi ecosistemi, “perché tutto il complesso della vita – dice Roses – dipende dall’ossigeno e quando questo diminuisce o, addirittura, manca si ha un impoverimento potenziale di specie”.

    La perdita di DO nelle acque profonde degrada la qualità dell’acqua promuovendo il rilascio di nutrienti dai sedimenti e quindi l’aumento della biomassa (fitoplancton). Questo processo facilita la crescita di alghe tossiche che compromettono le riserve di acqua potabile e sono pericolose anche per la salute umana. Inoltre, la diminuzione dell’ossigeno nelle acque favorisce l’aumento di batteri anaerobici che producono gas serra, trasformando i laghi in potenziali fonti di metano.

    Purtroppo, le evidenze sin troppo chiare dell’importante processo di deossigenazione delle acque oceaniche, non ha prodotto studi sistematici e su larga scala sullo stesso fenomeno in atto nei laghi.

    “Il fenomeno della perdita di DO – spiegano i ricercatori – potrebbe accelerare, in futuro, a causa della continua modifica dell’ambiente da parte dell’uomo, inclusa l’eutrofizzazione, la salinizzazione ecc., ma molti laghi sono, fin da ora, oggetto di interventi per ridurre il carico dei nutrienti al fine di rallentare la fioritura di fitoplancton e arrestare la perdita di ossigeno nelle acque profonde. Ma quanto emerge dal nostro studio – concludono – richiede interventi più incisivi per contrastare gli effetti dei cambiamenti del clima e dell’uso del territorio”.

    Rita Lena

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