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Clima, dall’Europa satelliti per monitorare la CO2

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    Clima, dall’Europa una costellazione di satelliti per monitorare CO2 –

    Oggi il vertice sul clima in corso a Glasgow fino al 12 novembre si pone l’obiettivo di NET ZERO al 2050 e cioè raggiungere emissioni nette di anidride carbonica pari a zero. Un obiettivo che comporta di tagliare le emissioni globali di CO2 di circa 1,4 milioni di tonnellate ogni anno in media. Una meta non facile vista la difficoltà di mantenere fede agli accordi di Parigi del 2015. Almeno fino ad ora.

    Ma l’Europa corre ai ripari e cerca di aiutare i paesi interessati ad adempiere agli impegni presi, dandogli uno strumento concreto: una nuova costellazione di satelliti per individuare e tracciare in atmosfera le emissioni di gas serra di origine antropica con un dettaglio senza precedenti.

    La missione, CO2Mvs  (European CO2 Monitoring and Verification Support Capacity, vede il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams) dell’Unione Europea collaborare con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Organizzazione Europea per lo Sfruttamento dei Satelliti Meteorologici (Eumetsat). La costellazione di satelliti dedicati sarà in grado di osservare, grazie alla combinazione di osservazioni satellitari con modelli matematici,  l’intero globo in pochi giorni e fornirà, quasi in tempo reale, misure delle emissioni di  anidride carbonica e metano da fonti antropogeniche. Elementi che insieme rappresentano la quasi totalità dei gas serra rilasciati  in atmosfera.

    Con questo sistema di osservazione integrato sarà possibile vedere le singole fonti di emissioni di gas serra come, ad esempio, le centrali elettriche e i siti di produzione di combustibili fossili. Attualmente in fase di sviluppo da parte di Esa e Eumetsat nell’ambito del programma Copernicus Sentinel, gli elementi principali del prototipo di CO2Mvs dovrebbero essere consegnati alla fine del progetto nel 2023.

    Il sistema dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2026, in tempo per il secondo Global Stocktake (Inventario Globale)  la cui conclusione è prevista nel 2028. Il Global Stocktake è la fase di valutazione dei progressi del mondo verso il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine  dell’Accordo di Parigi: diminuire le emissioni di gas serra con lo scopo di limitare, entro la fine del secolo, l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi in più rispetto all’epoca preindustriale.

    La prima revisione globale dovrebbe concludersi nel 2023 e Cams sta già collaborando con alcuni progetti di ricerca finanziati dall’Ue per fornire primi prodotti prototipo. Tra questi, il progetto CoCO2 sta sviluppando i sistemi prototipo per il CO2Mvs, che sarà unico integrando tutti i flussi di informazioni disponibili in modo coerente a livello globale.

    I progressi degli sforzi collettivi nella sfida del cambiamento climatico sono monitorati a livello nazionale sulla base degli aggiornamenti regolari presentati singolarmente, gli inventari nazionali dei gas serra, denominati stime bottom-up (dal basso verso l’alto). Tuttavia, solo le misurazioni atmosferiche,  le stime top-down (dall’alto verso il basso) possono fornire prove evidenti, basate cioè sull’osservazione delle tendenze delle emissioni in atmosfera – (ndr:  I modelli top-down e bottom-up sono strategie di elaborazione dell’informazione e di gestione delle conoscenze, riguardanti principalmente il software e, per estensione, altre teorie umanistiche e teorie dei sistemi).

    A livello internazionale non esiste, però, ancora una capacità operativa concordata per monitorare le tendenze delle emissioni di gas serra di origine antropica utilizzando misurazioni atmosferiche, da essere poi integrate con gli inventari nazionali bottom-up.  La missione CO2Mvs assume, dunque,  valore proprio da questa mancanza, in quanto fornirà informazioni coerenti e affidabili per sostenere le politiche e i processi decisionali riguardo alle emissioni antropogeniche di CO2, dal livello locale a quello nazionale ed europeo.

    “Copernicus – ha affermato il vicedirettore del Cams Richard Engelen, durante la COP26 a Glasgow lo scorso 2 novembre – è specializzato nel trasformare la scienza in servizi e noi saremo completamente concentrati nel fornire una capacità di monitoraggio di CO2 basata sull’osservazione per aiutare il mondo a combattere il cambiamento climatico”.

    Rita Lena  

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