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Giornata Mondiale delle Api: se le api sparissero

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    Giornata Mondiale delle Api:  se le api sparissero –

    “Se le api scomparissero al pianeta resterebbero quattro anni di vita”. Questa frase è stata attribuita ad Albert Einstein. Vero, falso?  Nessuno può dirlo. Ma l’incertezza sull’identità della persona che l’ha pronunciata, non rende meno vero il senso di queste parole.

    Il rischio estinzione delle api esiste da anni e per questo, ogni anno il 20 maggio, dal 2017,  si celebra La Giornata Mondiale delle Api, istituita in ricordo di Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura, nato proprio in questo giorno.

    Tra i  problemi che concorrono alla scomparsa di questo prezioso insetto, considerato la “sentinella della biodiversità”,  la messa al bando, purtroppo ancora lontana, di alcuni agrofarmaci (neonicotinoidi), letali per le api e per altri insetti impollinatori o per tutti quegli insetti utili, che con la loro presenza salvaguardano le piante coltivate. Ed è vero che senza le api, selvatiche o domestiche, molte coltivazioni agrarie  non potrebbero perpetuarsi mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza dell’uomo, perché molto del cibo che consumiamo dipende direttamente o indirettamente dalle api, che oltre ad assicurare l’impollinazione, forniscono prodotti come il miele, cera, veleno e propoli.

    Il  Wwf celebra questa giornata lanciando una raccolta firme in difesa delle Strategie Ue “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” che, per la salvaguardia delle api e altri insetti impollinatori, fissano degli obiettivi: la riduzione del 50% dei pesticidi, la creazione di aree per la tutela della biodiversità nel 10% delle aree agricole e il 25% di superficie agricola certificata in biologico entro il 2030.

    Due Strategie, secondo il WWF,  oggi sotto attacco da parte delle lobby dell’agrochimica, che contestano la transizione ecologica voluta dalla Commissione Europea.

    ”É importante – afferma Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia –  raggiungere l’obiettivo di 1 milione di firme per fare sentire in Europa la voce dei cittadini che chiedono norme più severe per l’uso dei pesticidi e l’eliminazione delle sostanze chimiche riconosciute dannose per le api e gli altri impollinatori, come i tristemente noti neonicotinoidi. Le Strategie europee presentate proprio il 20 maggio dello scorso anno infatti, vanno nella giusta direzione ma vanno difese da chi per propri interessi vorrebbe indebolirle e rendere i loro obiettivi non vincolanti per gli Stati membri”.

    Anche l’inquinamento e i cambiamenti climatici non fanno bene a questi insetti. I sempre più frequenti ed improvvisi sbalzi della temperatura, troppo freddo o troppo caldo fuori stagione, favoriscono anche l’introduzione di insetti alieni, come, ad esempio, un coleottero (Athina tumida) originario dell’Africa che si è diffuso nel sud Italia. Questo insetto colonizza l’alveare, vi deposita le uova e quando queste si schiudono, le larve mangiano tutto quello che c’è dentro: dal miele alle larve di api. Quando raggiunge la maturità il parassita esce dall’alveare rifugiandosi nel terreno fino allo stadio adulto per poi ricominciare il ciclo. Un problema grave che ha causato danni non solo economici, ma anche alla qualità delle produzioni delle api e a tutto l’”indotto” del lavoro di questo insetto.

    “L’impollinazione –  spiega ancora Ferroni –  è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla Natura per il benessere umano e per la nostra economia. L’88% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono in vasta misura dall’impollinazione animale, mentre delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria, quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali, non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati.

    “Considerando le sole api selvatiche si tratta – continua Ferroni –  di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie di animali da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa” .

    Una importante decisione per garantire la tutela degli impollinatori è prevista proprio oggi in Parlamento con la discussione del Ddl n.988 relativo alle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, che potrebbe diventare finalmente Legge dello Stato, proprio nel giorno dedicato alle api.

    L’approvazione definitiva di questa Legge per l’agricoltura biologica può segnare una svolta per la transizione ecologica della nostra agricoltura dotando il nostro Paese di uno strumento normativo importante per l’attuazione del Piano di Azione europeo per il biologico presentato dalla Commissione UE il 25 marzo scorso.

    Rita Lena

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