Quantcast

La Grande Macchia Rossa di Giove sta cambiando

Più informazioni su

    La Grande Macchia Rossa di Giove sta cambiando –

    La regina delle tempeste, stando alle osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Hubble di NASA ed ESA, sta impercettibilmente cambiando e sta assumendo una forma sempre più circolare. L’enorme Macchia che identifica Giove è sotto osservazione da 150 anni e salta all’”occhio” di strumenti via via più potenti per il colore cremisi  delle sue nubi che ruotano in senso antiorario e del vortice che ha un diametro di 16mila chilometri. E’ così grande da contenere la Terra.

    La prima immagine dettagliata della Grande Macchia Rossa (nella foto) è stata fatta dalla sonda spaziale della Nasa Voyager 1 nel 1979 che ha fotografato Giove a 9 milioni di km di distanza e, solo dal 1990, il telescopio spaziale Hubble ha permesso una visione annuale e molto più chiara del pianeta.

    Ora  i ricercatori analizzando i dati contenuti nei report periodici di Hubble, hanno scoperto che la velocità media dei venti nella regione appena all’interno dei confini della tempesta – nota come “anello ad alta velocità” –  dal 2009 al 2020 è aumentata fino all’8 per cento. Al contrario, i venti in prossimità della regione più interna della macchia, quella più rossa, si muovono molto più lentamente.

    “Inizialmente, quando ho visto i risultati, mi sono chiesto che senso avessero. Nessuno lo aveva mai visto prima –  racconta  Michael Wong dell’Università della California, coordinatore della ricerca. “Ma questo è qualcosa che solo Hubble può fare. La longevità di Hubble e le continue osservazioni hanno reso possibile questa scoperta”.

    La variazione della velocità del vento misurata da Hubble ammonta a meno di 3 chilometri l’ora per anno terrestre. “Stiamo parlando di un cambiamento così piccolo che se non avessimo undici anni di dati di Hubble, non sapremmo che si è verificato”, chiarisce  Amy Simon, Goddard Space Flight Center della Nasa, Greenbelt, Maryland.

    Il monitoraggio continuo di Hubble consente ai ricercatori di rivisitare e analizzare i suoi dati in modo molto preciso mentre se ne continuano ad aggiungere altri. Le caratteristiche più piccole che Hubble può rivelare nella tempesta sono di soli 170 chilometri di diametro, grandi circa quanto l’Abruzzo.

    “Abbiamo trovato che la velocità media del vento nella Grande Macchia Rossa è leggermente aumentata negli ultimi dieci anni – spiega Wong. “L’analisi della  mappa bidimensionale del vento mostra bruschi cambiamenti nel 2017, quando c’era una grande tempesta convettiva nelle vicinanze”.

    Per analizzare meglio la mole di dati di Hubble, Wong ha adottato un nuovo approccio: ha usato un software per tracciare da decine a centinaia di migliaia di vettori del vento (direzioni e velocità) ogni volta che Hubble ha osservato Giove. Questo ha permesso di ottenere una serie coerente di misurazioni della velocità, oltre che test statistici che hanno convalidato l’aumento della velocità stessa. Ma a cosa è dovuto questo aumento della velocità. Non è facile capirlo perché gli occhi di  Hubble non possono vedere cosa succede in profondità, sotto la tempesta, per cui non si possono avere dati in merito.

    “Tuttavia – conclude Wong – il risultato ottenuto è interessante perché può aiutarci a capire cosa sta alimentando la Grande Macchia Rossa e come riesce a mantenere l’energia”. Ma per capirlo appieno c’è ancora molto lavoro da fare.

    Cos’è La Grande Macchia Rossa? Secondo gli scienziati  è ”una risalita di materiale dall’interno di Giove. Se vista di lato, la tempesta avrebbe una struttura a torta nuziale a più livelli, con alte nubi al centro che scendono a cascata fino ai suoi strati esterni”.

    Oltre a osservare questa longeva tempesta, i ricercatori studiano tempeste anche su altri pianeti, incluso Nettuno, dove tendono a viaggiare sulla superficie e a scomparire in pochi anni. Ricerche come questa aiutano gli scienziati non solo a conoscere i singoli pianeti, ma anche a trarre conclusioni sulla fisica che guida e sostiene le loro tempeste.

    Rita Lena

    Più informazioni su