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Il primo convegno sulle piante minacciate di estinzione

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    Traslocare interi sistemi vegetali per salvarli dall’estinzione –

    Salvare le piante minacciate di estinzione è il tema della prima edizione della International Plant Traslocation Conference (IPTC2022), organizzata dall’Università Roma Tre, in corso a Roma, presso il dipartimento di scienze dell’università,  fino domani (20-23 giugno).

    Un congresso internazionale sulla conservazione delle piante minacciate di estinzione che ha richiamato esperti del settore da tutto il mondo: a confrontarsi oltre 70 relatori da 16 paesi.

    La “traslocazione delle specie vegetali”, è una delle tecnica possibili che in questi ultimi decenni ha permesso di salvare dall’estinzione decine di specie.

    “Le traslocazioni sono azioni a scopo di conservazione, di cui ormai abbiamo tantissimi casi, solo in Italia in questi anni si sono eseguiti poco meno di 200 operazioni di questo tipo”, ha detto Thomas Abeli, docente del Dipartimento di Scienze dell’università Roma Tre e organizzatore del convegno in un’intervista all’Ansa.

    A minacciare la sopravvivenza di molte specie vegetali in tutto il mondo è la perdita dell’habitat, l’inquinamento e la presenza, sempre più invasiva, di specie aliene. Le traslocazioni a scopo di conservazione possono contribuire a ridurre questo rischio e l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) le ha giustamente definite “come dei movimenti intenzionali di specie da un sito ad un altro allo scopo di generare dei benefici per la conservazione delle specie stesse”.

    Una tecnica di ripristino delle specie e degli ecosistemi, che s’inquadra nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che delinea la strategia di medio termine per invertire il trend di perdita globale di biodiversità, per integrare politiche di sfruttamento sostenibile delle risorse naturali da cui dipende il benessere della popolazione mondiale in crescita e per ridurre e mitigare i conflitti tra uomo e ambiente.

    Le politiche verdi e gli ingenti stanziamenti di fondi a livello globale per salvare la biodiversità e gli ecosistemi che l’accolgono, hanno fatto sorgere l’esigenza di creare una sede internazionale di alto livello, dove scienziati ed esperti potessero fare il punto della situazione, condividere le loro esperienze e delineare linee guida e ricerche future. E l’IPTC2022 sembra rappresentare in pieno questa sede.

    Secondo Abeli, anche se rischiosa la traslocazione in altri areali è l’unica soluzione, anche perché con gli anni questa tecnica si è strutturata sulla base di conoscenze scientifiche acquisite sul campo e questo primo congresso serve, tra l’altro, a mettere a confronto esperienze e lavori accumulati nel tempo.

    “L’impatto del cambiamento climatico è sempre più evidente per i danni, ma anche per le opportunità che esso crea in vari settori –  ricorda Thomas Abeli  – le specie vegetali spontanee, ma anche quelle coltivate, non sono immuni dal riscaldamento globale e attuali azioni di conservazione della natura e ripristino degli ecosistemi danneggiati non possono non tenere conto delle già aumentate temperature, maggiore frequenza di eventi estremi e dell’innalzamento del livello del mare. Si parla pertanto di migrazioni assistite, tecniche che prevedono lo spostamento di specie in altitudine e latitudine come misura per anticipare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. L’IPTC 2022 – conclude – farà il punto su queste azioni molto dibattute e spesso fortemente contrastate per i rischi e l’incertezza che esse comportano”.

    Rita Lena

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