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Presidi Andis, sì psicologo al servizio della comunità scolastica

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    Scuola: Presidi Andis, sì alla figura dello psicologo al servizio della comunità scolastica –

    “Il Parlamento italiano ad oggi non è ancora riuscito ad introdurre nel nostro ordinamento il Servizio di Psicologia Scolastica, inteso come presenza stabile, specifica, di supporto alla scuola e ai suoi attori principali: alunni, genitori, insegnanti e personale scolastico. Se ne parla da anni, senza mai conseguire risultati di sistema”. Lo afferma in una nota Paola Bortoletto Vicepresidente ANDIS nazionale, intervenuta in audizione per commentare la proposta di legge Carelli sull’istituzione della figura dello psicologo scolastico.

    “Indagini internazionali confermano – secondo la Bortoletto – che in numerosi Paesi Europei, tranne che in Italia, gli psicologi scolastici e di comunità hanno un ruolo significativo nel supportare il sistema educativo e contribuiscono anche al miglioramento della performance del sistema scolastico (dati PISA, OCSE), intervenendo efficacemente anche nella prevenzione della dispersione scolastica”.

    “Una politica di prevenzione di abusi o maltrattamenti nelle scuole dell’infanzia, secondo la Bortoletto, dovrebbe partire dal miglioramento della qualità dell’azione educativo-didattica, diminuendo il numero degli alunni per sezione, adeguando gli organici dei docenti, alleggerendo il carico burocratico in capo alle istituzioni scolastiche, promuovendo un rapporto più stretto tra scuola e famiglie, ma anche sostenendo il difficile lavoro degli insegnanti con la presenza di professionisti qualificati (psicologi, pedagogisti…)”.

    “Lo psicologo scolastico a nostro parere, sostiene la Bortoletto, però non dovrebbe occuparsi solo delle situazioni di criticità, come quelle connesse alla riapertura delle scuole in tempo di COVID 19 o della diffusione dei fenomeni di bullismo-cyberbullismo, ma, rispondendo al dirigente scolastico, dovrebbe coordinarsi con la quotidianità delle scuole al fine di promuovere il benessere, inteso come diritto imprescindibile, di tutti gli attori della Comunità di Apprendimento dai dirigenti al personale docente e amministrativo, dai genitori agli studenti”.

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