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Assange rimarrà in carcere fino al 14. Le tappe della vicenda giudiziaria

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«Non ne sapevo nulla, ma mi sembra una buona notizia», ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Robert Gates, da Kabul, dove è arrivato oggi in visita. La presidente della commissione intelligence del Senato americano, Dianne Feinstein, ha scritto in un articolo pubblicato oggi sul Wall Street Journal affermando che Assange «deve essere perseguito in modo deciso per spionaggio» per aver continuato a violare la legge in materia del 1917, anche solo «per essere entrato in possesso e aver diffuso informazioni relative alla difesa nazionale che possono danneggiare gli Stati Uniti o andare a vantaggio di qualsiasi paese straniero». Feinstein ha sottolineato che il reato riguarda sia materiale classificato che non. Il dipartimento della giustizia tuttavia non è ancora riuscito a trovare il modo per incriminare formalmente Assange, e cerca di farlo dallo scorso luglio, quando furono pubblicati gli ‘afghan paper’ rende noto il New York Times.

È iniziata venti giorni fa la vicenda giudiziaria di Julian Assange arrestato oggi a Londra dopo essersi consegnato spontaneamente alle autorità giudiziarie britanniche che lo ricercavano in relazione alle accuse di molestie nei confronti di due donne formulate dalla procura di Stccolma. Di seguito ne riassumiamo le tappe: – 18 novembre: la Svezia spicca un mandato d’arresto internazionale contro Julian Assange nel quadro di una inchiesta per «stupro e aggressione sessuale». – 28 novembre: la stampa di tutto il mondo inizia a pubblicare i primi cablogrammi diplomatici americani degli oltre 250mila negli archivi di Wikileaks (e in quelli di quattro testate, le Monde, el Pais, der Spiegel e il Guardian). – 29 novembre: gli Stati Uniti denunciano un «attacco contro la comunità internazionale». Assange, si dice, ha commesso un «grave reato» pubblicando i documenti riservati. Si preannuncia l’apertura di una inchiesta giudiziaria contro di lui. – 30 novembre: Interpol spicca il mandato di arresto internazionale contro Assange nel quadro dell’inchiesta svedese. 1 dicembre: Amazon rende noto di aver scacciato Wikileaks dai suoi server. 2 dicembre: la corte suprema svedese respinge il ricorso presentato da Assange contro il suo mandato d’arresto. 3 dicembre: Wikileaks, assalita da attacchi informatici, trasferisce il suo indirizzo Internet in Svizzera. Il servizio di pagamento online PayPal decidere di bloccare la sua collaborazione per il sito, a cui assicurava il trasferimento delle donazioni. La Svezia riformula il mandato di arresto internazionale contro Assange, per un vizio procedurale del primo. – 6 dicembre: l’avvocato di Assange rende noto di aver avviato colloqui con Scotland Yard. – 7 dicembre. Assange si consegna alla polizia britannica, dopo aver preso un appuntamento con le autorità.

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