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Il Messaggero: “Compensi d’oro ai Consiglieri”

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«La commissione decentramento si è riunita 163 volte in un anno, in pratica quasi un giorno su due. Anche se la materia per ora è solo teorica e le competenze dei Municipi non sono chiare. Quella sulla Trasparenza un pò meno, 139 volte, comunque il linea con le sedute del Consiglio municipale (136)». Lo scrive Claudio Marincola su Il Messaggero. «Sono i numeri del III Municipio di Roma – continua l’articolo – uno dei più piccolo in termini di umanità residente. Ma irrefrenabile, stakanovista, nel 2010 in convocazione permanente o quasi. Almeno a leggere le statistiche dell’ufficio che assiste gli instancabili organi istituzionali. Altro che politici nulla facenti come qualcuni sostiene: un moto perpetuo. L’overdose di sedute del Parlamentino ha generato, sempre nel III Muncipio, la bellezza di 18 deliberazioni in un anno (sic!). Come dire che per ogni atto ufficiale il Consiglio ha dovuto riunirsi 7,5 volte. Un parto. In compenso sono stati votati 20 ordini del giorno, 19 risoluzioni, 9 mozioni di vario tipo. La sola compilazione degli atti e dei verbali ha impiegato 7 dipendenti comunali». «E che dire dei costi? – si legge ancora nell’articolo – Perchè per i gettoni di presenza ci si è dovuti attenere a un tetto massimo di 951,89 euro lordi, per i rimborsi non è andata cosi. Già. Perchè la norma, quella che l’ultimo blitz di Tremonti voleva cancellare – e che il governo voleva far rientrawre dalla finestra inserendola nel decreto del Fus – prevede, in aggiunta al gettone, il riborso al datore di lavoro dello stipendio. Gli emolumenti vengono calcolati in base alle ore profuse dai consiglieri a beneficio delle loro comunità. Come si è visto, tra sedute e commissioni, richiedono un impegno full time. Risultato: il III Municipio ha speso di soli rimborsi nel 2009 ben 625.692 euro. L’anno prima bne aveva sborsati 783mila e quella prima ancora 745 mila. Un caso raro? Gli altri Municipi viaggiano più o meno intorno alle stesse cifre. Il IV, ad esempio, nel 2009 è costato 600mila euro. ‘Spesso si tratta di assunzioni impreviste, avvenute dopo le elezioni, con retrbuzioni altissime, che non corrispondono ai valori di mercato – garantisce Vittorio Giunta, consigliere municipale Idv – Ad essere penalizzati sono soprattutto i disoccupati che hanno diritto solo al gettone di presenza e i lavoratori autonomi per i quali non è previsto alcun rimborsò. Giunta ha chiesto perchè l’accesso agli atti. Scoprendo così che alcuni suoi colleghi avevano percepito 25mila euro in sei mesi. Altri ancora un media di 5mila euro al mese». «A voler esser maligni – e noi lo siamo – ecco spiegato il numero delle sedute a gogò, e anche la moltiplicazione delle Commissioni. Anomali in passato al centro di inchieste della Procura. L’ultima 3 anni fa, vide coinvolti i consiglieri della Provincia di Roma di tutti gli schieramenti politici e i loro datori di lavoro. Il sospetto è che si tratti di assunzioni fittizie per incassare rimborsi anche di migliaia di euro. In media i consigli dei 19 Muncipi di Roma si riuniscono due volte a settimana. Non è raro il caso che il Parlamentino che fanno il tris. Così che resta appena il tempo per riunirsi altri due giorni della settimana per le incombenze straordinarie. La situazione non cambia se si parla di VII Muncipio, del II. Un consigliere può costare alle casse del Municipio, anche 8,036 euro al mese, più rimborsi vari. Al IV un diriginte commerciale nel 2007 arrivò a costare per due mesi, compresi 13esima e 14esima, 28 mila euro. Venne sfondato il capitolo di spesa. Per pagarlo fu necessario impegnare i fondi del 2008. Un piccolo correttivo alle spese di bilancio, un altro grido di dolore per i tagli, e passa la paura».

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