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Johnny Knoxville e Bam Margera a Roma per ‘Jackass 3D’

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 Salutano i giornalisti prendendoli scherzosamente a parolacce, Johnny Knoxville e Bam Margera. Scatenando un’ilarità che si preannuncia contagiosa. E si inizia proprio da lì, dal segreto custodito dietro quelle risate, che ‘Jackass 3D’ – dal 3 dicembre in sala con Universal – riesce sempre (o quasi) a strappare al pubblico. «Noi per primi ci divertiamo tantissimo – esordisce Knoxville – ad essere sincero non credo ci sia niente di più divertente del fare il nostro mestiere, anche nelle situazioni più ridicole e pericolose». L’ideatore del concept del film – il terzo ispirato alla serie di MTV – aggiunge: «Ad eccezione dei titoli di testa e di coda, ciò che vedete è tutto vero. Anche il dolore». Un esempio? «Durante le riprese mi sono slogato una spalla, ho avuto un trauma cranico e mi sono rotto un dente con un vibratore bazooka». Eppure, assicura di non allenarsi con una vera e propria preparazione atletica, nonostante non sia uno stuntman professionista. Come, del resto, non lo è nessun elemento del cast. Due settimane di set alternate a due di riposo, per un totale di sette mesi e mezzo di lavoro, testimoniano l’impegno, soprattutto fisico, richiesto dal ruolo. Girato con un budget di 20 milioni di dollari, ne ha incassati 50 solo nel primo weekend in Usa, per raggiungere, ad oggi, gli oltre 150 nel mondo. Un successo che Knoxville attribuisce «al desiderio di leggerezza della gente, che ci ama perchè facciamo cose spettacolari e stupide, che non hanno niente di impegnativo». «Alle persone – interviene Margera – piace lo spirito di gruppo che ci contraddistingue e che emerge prepotentemente in questa pellicola, rendendola nettamente migliore delle precedenti». «Ormai siamo cresciuti – prosegue – come una malattia contagiosa che si evolve». Sul 3D non hanno dubbi: «Lo scetticismo iniziale ha poi lasciato il passo alla convinzione che una simile tecnologia si sarebbe sposata alla perfezione con le immagini». «Nello specifico – spiega Pontius – temevamo di sentirci limitati da un differente tipo di regia, ma alla fine siamo riusciti ad unire entrambe le necessità, quella tecnica e quella artistica». Anche se – a detta dei due attori e non solo – non c’è nessuna intenzione artistica alla base del concept, ma puro intrattenimento a carattere demenziale. Che Knoxville confessa essere ispirato ai cartoni animati della Warner e agli scherzi goliardici che il padre faceva ai suoi dipendenti, utilizzando pistole giocattolo e lassativi. Ci ricorda qualcosa. Ma del resto, tale padre…

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