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Jupiter’s Legacy – Recensione della serie Netflix

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    I supereroi sono ormai una tematica abusata nelle produzioni audiovisive del nostro tempo. Jupiter’s Legacy rappresenta una novità originale e degna di nota o solo l’ennesimo prodotto a tema del panorama?

     

    America, oggi, un gruppo di supereroi protegge il mondo seguendo un rigido codice comportamentale per evitare che i loro poteri influenzino il libero arbitrio del genere umano e il destino del mondo. Il gruppo è guidato dagli eroi fondatori, ormai anziani e in conflitto con i loro “eredi” più giovani e poco inclini a piegarsi al codice che gli viene imposto. Uno scontro generazionale che nasconde sotto qualcosa di più.

    La serie segue due filoni principali: narra contemporaneamente la storia appena accennata, che avviene nel presente, e la storia delle origini dei supereroi più anziani, portandoci indietro nell’America degli anni 30 a quando ancora quegli eroi erano delle persone qualunque.

    Siamo davanti sicuramente ad una grande produzione economica, che ha visto Netflix decidere di investire senza risparmiare sul rilancio della sua categoria supereroistica. La N delle serie tv, infatti, era rimasta orfana di uno dei generi che l’aveva lanciata dopo la fine degli accordi presi con la Marvel per la rappresentazione dei suoi eroi “urban” che avevano visto la loro punta di diamante nelle serie dedicate a Daredevil, ancora oggi tra le migliori produzioni Netflix di sempre.

    Per ripartire si è scelta questa volta una storia e dei personaggi molto meno mainstream. Jupiter’s Legacy è un fumetto americano del 2013, nato da uno dei più famosi autori di fumetti contemporanei, Mark Millar, padre tra le altre cose di saghe come Civil War, Old man Logan o Superman: Red Son. Pubblicato dalla Image Comics con una buona media di critiche ha pagato comunque in termini di notorietà, restando conosciuto tra gli appassionati del genere ma non riuscendo ad andare oltre sfociando nel mainstream.

    Siamo di fronte ad un ottimo fumetto che vede una rappresentazione però poco più che sufficiente.

    La serie racconta bene in particolare la parte legata alle origini degli eroi. La storia ambientata nell’America degli anni 30, infatti, è impostata come un viaggio alla scoperta di un mistero che cattura molto bene l’attenzione anche grazie all’ottima ricostruzione, scenografica e di costumi, dell’epoca.
    Da una parte quindi un mistero da scoprire e dall’altra?
    La storia nel presente vede al centro uno scontro generazionale e la caduta di quei dogmi morali che gli eroi avevano eletto a fari da seguire per il giusto utilizzo dei propri poteri. Una crisi antica, che ha già spaccato gli eroi e ora però li vede contrapporsi ai propri figli, ai propri eredi che non concordano e vogliono poter dire la loro e non seguire ciecamente un dogma poiché dettato dall’alto. Un’idea anche originale ed interessante ma che non funziona appieno poiché difficilmente si empatizza con i giovani ribelli e sembra fin troppo scontato dar ragione agli anziani eroi.

    La serie comunque intrattiene e raramente annoia ma non riesce neanche a fare quel salto in più per convincerci pienamente. Il finale poi, senza spoiler, contiene un colpo di scena….e basta.
    Lasciandoci fermi “in media res” non nel modo corretto e cioè chiudendo un cerchio che ne apre un altro ma proprio interrompendo di colpo la narrazione e lasciandoci si in attesa ma anche scontenti di questa interruzione. Una scelta particolare che non ho ben capito e potrebbe avere a che fare anche con i problemi di produzione con cui la serie si è scontrata.

    In conclusione, un prodotto carino con del potenziale all’interno ma che non brilla e fa il suo compito fermandosi alla sufficienza.

    Luca Silvestri

    Jupiter's Legacy

    Jupiter’s Legacy

     

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