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La Repubblica: “Castel Nuovo, rivolta anti rom”

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«Abbandonati dalle istituzioni. La tensione sociale alle stelle: alimentata dallo spettro di una nuova Lampedusa assediata dai migranti, programmata alle porte di Roma. Da quando hanno saputo che le tendopoli non si faranno più e che sarà il ‘loro’ Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) a dover ospitare i mille rom sgomberati dai campi abusivi della capitale, gli abitanti di Castelnuovo di Porto sono scesi sul piede di guerra. ‘Ma non chiamateci razzisti’, avverte Massimo Lucchese, portavoce del Comitato ‘Cittadinanza come dignità’ impegnato a raccogliere centinaia di firme da consegnare al prefetto e al sindaco Alemanno. ‘Il problema non sono i nomadi, il problema è Roma, che pensa di poter scaricare tutte le sue emergenze in provincia e ci tratta come fossimo un avamposto di Cuba’, tuona Fabio Stefoni, sindaco pdl di questo paesino di 8mila anime alle porte di Roma. ‘E ce l’ho anche con Zingaretti e Polverini che finora non hanno mosso un dito contro una scelta profondamente ingiusta e pericolosa perché va a incidere su una piccola comunità che non può sopportare l’arrivo di mille zingari con tutto il carico di assistenza, cura dei minori e ordine pubblico che comporta’. Lo scrive Giovanna Vitale sulla Repubblica: «È in buona compagnia, il primo cittadino – continua l’articolo – Più o meno una settimana fa, insieme agli altri sedici sindaci del distretto sanitario RmF (tra cui i comuni di Riano, Capena e Morlupo), ha vergato un documento durissimo che boccia senza appello la trasformazione del Cara nel terminale per i rom della capitale. ‘Decisa, per di più, senza coinvolgerci nella programmazione e persino informarcì. Risultato? Nulla di nulla. E lo stesso è successo due giorni fa: al consiglio straordinario di Castelnuovo erano stati invitati tutti, dal prefetto alla governatrice, ma nessuno s’è presentato. ‘Come se la questione riguardasse soltanto noì, si sfoga Stefoni: ‘Le istituzioni ci hanno abbandonato, viviamo di indiscrezioni e notizie di stampa, di forse e di boh: non sappiamo se i nomadi arriveranno e quando, quanti saranno, con quali modalità, se esiste un piano di permanenza’. «Non è allora una provocazione – si legeg ancora – quella del sindaco Stefoni quando dice: ‘Noi siamo pronti a ospitare tutti i magrebini che chiedono asilo ma non i nomadi. E non certo per ragioni di etnia. Oltre al fatto che non è giusto spostare in Sicilia gente in fuga dalla guerra come fosse un pacco postale, esiste un problema sociale ed economico: finora la cittadinanza è stata tollerante, con i rifugiati abbiamo iniziato un percorso di integrazione, col nostro Bilancio paghiamo la mensa e i campi estivi ai figli. Adesso dovremmo ricominciare daccapo. Con in più il fatto che i rom hanno problematiche diverse, sia a livello sociale sia di sicurezza. La popolazione aumenterebbe del 15% e noi disponiamo soltanto di quattro vigili e nessun servizio sociale. Ma si rendono conto di quel che ci vogliono imporre?’»

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