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La Repubblica: “Palazzo Costaguti, allarme speculazione”

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«Un palazzo storico nel centro della Capitale che rischia dissesti, capolavori del Cavalier d´Arpino, ovvero il maestro del Caravaggio, e dei fratelli Taddeo e Federico Zuccari in pericolo, e una storia di permessi mancanti o incompleti, con il Comune che autorizza lavori per il ripristino di una destinazione abitativa in locali che dal Cinquecento sono sempre stati magazzini. Per Giorgio Vasari palazzo Costaguti, in piazza Mattei, a due passi da largo Argentina, era uno dei cinque palazzi più ricchi di Roma. Nel 2007 i depositi ripartiti in tre livelli vengono acquistati da Gian Paolo Scarante: consigliere diplomatico aggiunto del presidente del Consiglio Berlusconi dal 2002 al 2004, è stato ambasciatore ad Atene dal 2006 al giugno scorso, quando è diventato il rappresentante diplomatico italiano in una sede chiave come Ankara, in Turchia». Lo scrive su la Repubblica Gabriele Isman. «Scarante – 51 anni a luglio – aveva acquistato quei magazzini con un atto di sottomissione davanti a un notaio in cui dichiarava che ne avrebbe rispettato la destinazione d´uso, poi qualcosa dev´essere cambiato – continua il quotidiano – Parte così un ambizioso progetto di trasformare quei locali in due appartamenti di pregio su tre piani, ingressi indipendenti, con scale interne da spostare, volte del Cinquecento da intaccare, finestre da aprire, tramezzi da abbattere. Il valore? Almeno 10 volte l´attuale. Nel maggio 2008 ottiene dall´allora sovrintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio Federica Galloni l´autorizzazione ai lavori »con prescrizione«, con tanto di apertura di una nuova finestra sulla facciata cinquecentesca del palazzo, in via della Reginella. Nel 2001 con un decreto molto dettagliato l´allora Soprintendente regionale Ruggero Martines aveva imposto il vincolo sul palazzo, che insiste su un tempio dedicato a Nettuno edificato nella seconda metà del II secolo avanti Cristo. Quel vincolo è ancora effettivo, e non c´è il parere archeologico per l´intervento previsto da Scarante. Il vero capolavoro però è del Comune: il dipartimento IX nel giugno 2009 autorizza i lavori per il »ripristino della destinazione d´uso residenziale«. Bastava una visura storica al catasto e un po´ di logica per scoprire che quei depositi non avevano mai avuto dal Cinquecento in poi una destinazione residenziale, ed erano accatastati in categoria C1, quella dei magazzini appunto. E, inoltre, il Comune non tiene in alcun conto il vincolo archeologico. ‘Quando abbiamo scoperto la natura dei lavori ci siamo davvero preoccupati, e ci siamo attivati per capire se fosse vero quello svuotamento previsto. Purtroppo è tutto vero?, dice Diego Afan De Rivera Costaguti, prossimo ai 70 anni, che nei dintorni di piazza Mattei in tanti chiamano Don Diego. Sono suoi, tra i tanti capolavori, anche l´affresco del cavalier d´Arpino che raffigura l´armamento di Enea e quello del Ciclo dei mesi e delle virtù dei fratelli Zuccari: entrambi sono datati nella seconda metà del Cinquecento. ‘Nei tre piani sotto le mie stanze tutto sarà trasformato, e abbiamo già una perizia che parla chiaramente di rischi di stabilità per l´intero palazzo. Tutto ora è a rischiò. Così don Diego si è trasformato in investigatore – ‘In Soprintendenza ci hanno raccontato di telefonate di altissimo livello per caldeggiare questo progettò dice – ma ora si prepara a passare alle vie legali: ‘A breve presenterò un esposto in Procura per bloccare tutto. La mia famiglia possiede questo palazzo da cinque secoli. Qui c´è la nostra storia. E io devo difenderlà».

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