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Marino continua a stupire, poveri romani

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Con la grana ATAC in cottura, biglietti non rendicontati venduti sul mercato da una società senza che si sappia dove finissero gli introiti, con l’AMA in passivo, con il bilancio del comune che attende i soldi del Tesoro per evitare default e commissariamento, il problema del sindaco ciclista sembra essere quello di rendere ancora più complicata la vita dei romani.

Dopo la discussa pedonalizzazione di un tratto di Via dei Fori Imperiali e la rivoluzione della viabilità circostante, dopo l’imposizione del limite di 30 km/h in un tratto di via Labicana, adesso è la volta della pedonalizzazione di Via dei Cerchi. Marino, nella sue dichiarazioni alla stampa, mette la fine della consiliatura come termine ultimo per l’operazione. Intanto i romani si preparano a ricevere la maggiorazione per la tariffa rifiuti appena pagata, quindi una terza rata, cui seguirà la quarta rata Tares da riscuotere ad inizio 2014 che serve a coprire il disavanzo del costo del servizio AMA.

Un servizio che sconta i maggiori oneri della raccolta differenziata e la nota questione della spedizione dei rifiuti fuori regione e persino della combustione delle balle di combustibile da rifiuti prodotto dagli impianti di trattamento siti nel territorio del Comune che gli inceneritori locali non riescono a garantire. La differenza ovviamente è a carico dei cittadini.

Nel frattempo il Sindaco proclama di essere pronto alla realizzazione di un registro delle unioni civili, tema ammirevole che, però, poco può alleviare il disagio di milioni di cittadini che sconteranno anche la riduzione delle linee e delle fermate imposta dall’assessore alla mobilità Improta all’AD Broggi per cercare di rientrare almeno in parte del debito di 744 milioni di euro della municipalizzata trasporti capitolina, debito alla cui formazione non è estraneo lo scandalo della bigliettazione parallela.

Forse aveva ragione Sandro Medici quando, sul presupposto che la bigliettazione ufficialmente copre circa il 30% dei costi del servizio di trasporto pubblico locale, aveva proposto nel suo programma per elezioni comunali 2013 di rendere gratuito il servizio e di trasferire a carico della fiscalità anche quel 30%.

Il paradosso è che eliminare i biglietti avrebbe eliminato anche la bigliettazione parallela e tagliato alla radice i fondi neri sulla cui gestione e destinazione sta indagando la Procura della Repubblica di Roma. Certo, i contorni dello scandalo sono davvero opachi. A farsi un giro sulla stampa online si legge sia che l’origine del giochino risale ai primi anni 2000 (giunte di centrosinistra), sia che la questione si sarebbe definita nei termini di cui si legge solo nel 2008 (giunta Alemanno). A sentire invece l’ex sindaco di centrodestra, lo scandalo sarebbe tutto di sinistra mentre la sua parte politica avrebbe collaborato all’indagine che risalirebbe al 2009.

Si butta tutto in caciara in sostanza, ma a noi risulta che l’indagine giudiziaria sia nata da una relazione del servizio di controllo interno di ATAC s.p.a. consegnata all’autorità inquirente nell’estate del 2012.

Quello che è chiaro è che saranno i romani a dover pagare anche il costo di questo sistema di finanziamento occulto della politica locale, dopo gli scandali alla Regione Lazio e la vicenda della nuova sede della Provincia di Roma. Lo pagheranno con una riduzione di linee e fermate, con buona pace degli anziani che si spostano solo coi mezzi pubblici nelle vaste periferie romane che tanto poco interessano al sindaco, lo pagheranno con un peggioramento del già scarso livello del servizio di trasporto pubblico, specialmente le metropolitane, lo stanno già pagando gli operai che lavorano alla metro C che recentemente hanno manifestato contro un committente che non paga e incide sui loro posti di lavoro e sulla loro retribuzione.

Che dire? Fra le buone notizie c’è il silenzio caduto sulla revisione delle tariffe di sosta nelle strisce blu che Marino avrebbe voluto aumentare secondo la logica di “favorire” l’uso dei mezzi pubblici – quegli stessi che si intende tagliare per motivi di debito pregresso o che si fatica a realizzare per mancanza di cassa – ma confidiamo che questa amministrazione possa stupirci in negativo, ritirando fuori l’idea esiziale di punire chi va a lavorare in macchina con tariffe di sosta degne del centro di Manhattan.  (Cosimo Benini)

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