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SANITÀ. AIFI: PROFESSIONI UNITE A RIMINI

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“Il fisioterapista non e’ piu’ un professionista che interviene solo su aspetti periferici, come il muscolo e l’articolazione, ma sulla persona nella sua globalita’. In una percezione olistica ma fortemente radicata nelle piu’ recenti acquisizioni della letteratura scientifica”.

Il vicepresidente dell’AIFI, l’Associazione italiana fisioterapisti, Simone Cecchetto, anticipa all’agenzia Dire la relazione che terra’ domani per la seconda giornata del primo Congresso nazionale dei professionisti sanitari, in corso a Rimini.

“Un evento estremamente importante- sottolinea- perche’ per la prima volta 19 professioni sanitarie si trovano insieme nella grande casa comune dell’Ordine, non solo per dare visibilita’ alle professioni e garantire ai cittadini che i professionisti che si occupano della loro salute sono adeguatamente formati, ma anche per fare scienza e cultura assieme”.

Il titolo del congresso, ‘Dove c’e’ Ordine c’e’ benessere’, e’ stato scelto “perche’ e’ necessariamente multidimensionale e multiprofessionale. La ricchezza delle 19 professioni verra’ vista come elemento di forza e di grande possibilita’ per curare al meglio i cittadini”.

Insomma, si tratta di “una grande occasione: integrare le conoscenze, conoscere le possibilita’ operative l’uno dell’altro. Speriamo sia la prima tappa di un lungo, articolato e luminoso cammino”.

Domani Cecchetto spieghera’ come “la fisioterapia interviene nei processi di prevenzione, valutazione, cura, abilitazione, riabilitazione, palliazione di diverse disfunzioni”, con un focus sul tema della sensibilizzazione centrale nel dolore cronico in particolare nell’ambito muscolo-scheletrico. “Presenteremo- argomenta Cecchetto- i modelli nuovi di gestione non farmacologica in cui il fisioterapista ha un ruolo estremamente importante”. Oggi c’e’ “una visione piu’ ampia e innovativa del dolore, l’approccio biopsicosociale”, vale a dire “come i diversi aspetti della vita della persona influenzano la sua condizione di dolore cronico”. Dunque il fisioterapista non e’ piu’ un professionista che “interviene solo su aspetti periferici, ma nella persona nella sua globalita’”.

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