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Viterbo, assenteismo: revocati tutti i provvedimenti cautelari

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Revocati tutti i provvedimenti cautelari (otto arresti domiciliari e otto obblighi di firma) emessi nei confronti di sedici impiegati del settore decentrato all’Agricoltura della Regione Lazio a Viterbo, accusati di truffa ai danni dello Stato e falso. A chiedere al gip Franca Marinelli la revoca delle misure è stato lo stesso pubblicoministero Paola Conti in quanto sono venute meno le esigenze cautelari, soprattutto i rischi di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Secondo il magistrato, quindi, i documenti acquisiti dopo il blitz della Squadra mobile di Viterbo e i filmati che riprendono gli impiegati mentre saltano i tornelli per uscire dagli uffici subito dopo aver registrato la loro presenza non corrono più rischi d’inquinamento. Inoltre il fatto che il loro comportamento sia diventato di dominio pubblico dovrebbe ormai scongiurare il rischio che commettano il medesimo reato. La richiesta del Pm è stata accolta dal Gip che invece il 24 dicembre aveva rigettato tutte le istanze di revoca presentate dai difensori degli indagati (Giovanni Labate, Giuliano Migliorati, Roberto Delfino, Roberto Massatani e Roberto Fava). La decisione è arrivata il giorno prima della discussione al tribunale di Roma, la cui udienza era stata fissata per stamattina. Il provvedimento di revoca impedisce di fatto al tribunale del riesame di pronunciarsi su un eventuale annullamento dell’ordinanza del gip. Le ordinanze erano state eseguite la mattina del 15 dicembre, al termine di due anni d’indagini, scaturite da un
esposto che segnalava il fenomeno di assenteismo negli uffici regionali, del quale erano protagonisti sedicideicirca cinquanta dipendenti. Gli impiegati assenteisti restano comunque indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso. «Prendo atto con soddisfazione- afferma l’avvocato Giovanni Labate, difensore di uno dei sedici indagati – della decisione del Gip anche se ritengo che, non sussistendo giàda giorni le esigenze cautelari, il provvedimento poteva arrivare al momento della nostra richiesta».

(Fonte il messaggero)

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