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Gilet di sabbia per bambini iperattivi

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Gilet di sabbia per bambini iperattivi, lo psicologo: gli esperti seguono mode? Castelbianco: concetto culturalmente e pedagogicamente non accettabile.

(DIRE) Roma, 24 gen. – “In 200 scuole in Germania è stato adottato un gilet di sabbia per tenere calmi i bambini agitati. Sarebbero quei minori che si alzano in piedi, che fanno domande anche in modo inopportuno, che battono il piede per terra e danno ‘fastidio’. Assumono un comportamento che determina addirittura una diagnosi di Adhd (Sindrome da deficit di attenzione e iperattivita’).

medico

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Eppure e’ ormai noto che questo disturbo, sconfessato dallo stesso ideatore, aumenta con l’aumentare dello stress quotidiano di tutti, che poi si traduce in agitazione per i bambini”. È sconcertato Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva, davanti alla novita’ tutta tedesca di utilizzare dei gilet imbottiti di sabbia, da 1,2 a 6 chilogrammi, “con l’obiettivo di tenere fermi” i cosiddetti bambini iperattivi.

“Molti di questi soggetti sono erroneamente etichettati come Adhd mentre invece sono plusdotati- continua lo psicologo- ovvero hanno un quoziente intellettivo che va da 130 a 150. Una caratteristica che li porta ad annoiarsi, a non interessarsi e, quindi, ad agitarsi se vivono all’interno di un ambiente caratterizzato da prestazioni e interessi calibrati per persone nella norma.

In Germania- ricorda Castelbianco- venne diffusa in passato anche una brochure che raffigurava un coccodrillino che diceva ai bambini: ‘Fai contento la mamma, chiedile la pasticca che ti fa stare calmo e che la rende felice’. Adesso realizzeranno una brochure per suggerire ai minori di chiedere alla mamma un gilet analogo, o di legarli al letto per farla felice. Questo e’ un concetto culturalmente e pedagogicamente poco accettabile”.

Il gilet di sabbia “cerca di mettere rimedio ad una situazione che riguarda uno stato emozionale, altrimenti non sarebbe certo un giubbotto a modificarla”. Per farlo, prosegue Castelbianco, “sono stati citati due alibi: in primo luogo hanno affermato che tutti i bambini vogliono il gilet, dimenticando che le cose nuove – intelligenti o meno che siano – se proposte in una qualunque classe di bambini vengono desiderate o ripudiate”.

Il secondo alibi, “ancor piu’ drammatico del primo, e’ considerare questo gilet come un abbraccio- aggiunge lo psicologo- come la famosa macchina degli abbracci costruita dalla nota asperger Temple Grandin, perche’ riusciva a darle un contenimento. Se fosse vero che suddetto gilet sia un surrogato di un abbraccio- si chiede Castelbianco- com’e’ possibile che, invece di dare un abbraccio affettivo vero, si debba ricorrere a una contenzione? In questa vicenda vedo solo una grande incapacita’ nel valutare cosa ci sia dietro lo stato di agitazione. Si tenta sempre di ricorrere a diagnosi basate su scale di test poco idonei alla cultura e alla scienza odierna.

Test che confondono uno stato di agitazione emotivo con l’Adhd. In Italia abbiamo circa 500 mila plusdotati, ma ne vengono individuati solo in poche migliaia. Una punta di un iceberg che emerge grazie al duro lavoro portato avanti dai genitori e non da chi si considera esperto- ribadisce Castelbianco- visto che l’esperto ormai si limita a mettere un gilet imbottito di sabbia addosso al bambino agitato. Forse le competenze di questi ‘esperti’ son piu’ nella moda che nella clinica. In positivo- conclude lo psicoterapeuta- possiamo dire che questo gilet almeno sostituisce gli psicofarmaci, che di certo non sono una soluzione”.

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