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Giornata Mondiale del diabete il 14 novembre

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    14 novembre Giornata Mondiale del diabete –

    La metà delle persone che vivono con il diabete non sanno di averlo. Entro il 2045 si stima  che le persone con diabete nel mondo saranno oltre 700 milioni. Tre persone con diabete su quattro vivono in paesi a reddito medio/basso e metà delle persone che hanno bisogno di insulina non possono accedervi.

    Sono cifre allarmanti diffuse dalla Società Italiana Diabetologia  (SID) diffuse in occasione  della Giornata Mondiale del Diabete che ricorre il 14 novembre e il cui tema è “L’accesso alle cure per il diabete: se non ora quando?”.

    A 100 anni dalla scoperta dell’insulina, ancora molti farmaci e tecnologie per la cura del diabete restano fuori dalla portata di tante persone che ne avrebbero bisogno, anche se il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) del nostro Paese garantisce la fornitura di molti farmaci e device (dispositivo medico) per il diabete, a titolo del tutto gratuito. Ma non tutti e soprattutto non a tutti,  nello stesso modo, per le differenze regionali di accesso a farmaci e device innovativi.

    “L’accesso alle cure – afferma Agostino Consoli, presidente della SID  – deve essere garantito a tutti i cittadini con diabete, in maniera quanto più possibile uniforme su tutto il territorio nazionale. Questo vuol dire che non è accettabile che vi siano venti e più servizi sanitari diversi in Italia, uno per ogni Regione. Sarebbe inoltre importante che i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per il diabete fossero condivisi tra le diverse Regioni e, se non proprio uguali, fossero perlomeno molto simili tra loro”. Secondo Consoli sarebbero utili norme che a tutte le persone con questa patologia sia garantita la possibilità di avere farmaci o tecnologie innovative a prescindere da dove risiedono.

    “La comparsa del coronavirus Sars-Cov-2 ha causato serie ripercussioni sul Servizio Sanitario Nazionale, mostrandone tutte le fragilità, per lo più legate ad una organizzazione frammentata, senza integrazione tra i diversi luoghi dell’assistenza (ospedale, territorio, RSA, consultori, ambulatori) e non attrezzata per la cura delle persone più fragili”,  commenta Graziano Di Cianni, presidente dell’AMD (Associazione Medici Diabetologici).

    In proposito parla chiaro il comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità diffuso oggi, che denuncia che durante la pandemia un paziente su quattro non ha fatto il controllo della emoglobina glicata, definendo “non rassicurante” il dato.

    “Secondo  dati del sistema di sorveglianza PASSI coordinato dall’ISS in collaborazione con le Regioni, – recita il comunicato –  nel quadriennio 2017-2020, solo un paziente su tre (34%) riferisce di aver controllato l’emoglobina glicata nei 4 mesi precedenti l’intervista. Il 29% ha dichiarato di averlo fatto da più di 4, ma meno di 12 mesi, gli altri non lo hanno fatto o lo hanno fatto da oltre 12 mesi (14%), mentre il 23%  non conosce questo esame”.

    L’analisi temporale sugli ultimi 10 anni mostra, inoltre,  un peggioramento di questi dati e mette in luce l’impatto indiretto della pandemia anche nella gestione dei pazienti diabetici. Secondo l’Iss, risulta infatti che nel 2020 c’è un aumento significativo (dal 15% del 2019 al 25%) di pazienti diabetici che riferiscono di non aver fatto il controllo dell’emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre 1 anno, fra coloro che sono consapevoli e conoscono l’importanza di questo esame.

    “È possibile dunque – conclude l’Iss – che l’emergenza sanitaria legata alla pandemia si sia tradotta in maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari o abbia indotto le persone a rinunciare a fare i controlli.

    “Nel prossimo futuro – sottolinea Di Cianni – anche grazie alle risorse stanziate dal PNRR, sarà possibile intervenire concretamente per ridisegnare la diabetologia nel post-Covid, sulla base di alcuni principi fondamentali: prossimità, innovazione, digitalizzazione, ricerca, competenze professionali e sostenibilità. Il nostro ruolo come società scientifiche della diabetologia italiana è garantire l’equità di accesso alla migliore qualità di cura in termini di innovazione e quindi di efficacia su tutto il territorio nazionale”.

    SID e AMD, come ogni anno, organizzano in occasione della Giornata Mondiale del Diabete  un evento comune in tutte le Regioni, sotto l’egida delle Società, nonostante la persistenza attuale della pandemia limiti le possibilità di iniziativa. I due referenti nazionali per la Giornata Mondiale, Simona Frontoni per SID e Lelio Morviducci per AMD hanno organizzato per sabato 13 novembre alle 18,00 presso il Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma l’accensione di un faro blu, che illuminerà l’ospedale e darà il via ad analoghe iniziative in tutta Italia. Prenderanno parte alla cerimonia, tra gli altri,  il Sottosegretario alla Sanità Pierpaolo Sileri e il direttore della Asl Rm1, Angelo Tanese.

    Al termine della manifestazione i referenti di SID e AMD inviteranno tutti gli italiani con diabete, e non solo, ad accendere una candela o una luce sui propri davanzali domenica 14 novembre, chiedendo loro di pubblicarne la foto con l’hashtag #FaiLuceSulDiabete sui profili Facebook di AMD @AMDAssociazioneMediciDiabetologi e di @Fondazione Diabete Ricerca Onlus.

    Rita Lena

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