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Impotenza addio, salde erezioni con la molla dei miracoli

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    Impotenza addio, salde erezioni con la molla dei miracoli –

    L’impotenza sessuale, definita più correttamente in medicina come “disfunzione erettile”, è una condizione clinica che colpisce una vasta percentuale di uomini, soprattutto dopo i 50 anni.

    Nella maggioranza delle casualità, tale disfunzione ha una origine vascolare, ma in altri casi, considerati però residuali, può avere origini neurologiche, patologia quest’ultima peraltro più difficile da curare.

    Tale tipo di anomalia, ci riferiamo in particolare alla vascolare, si verifica con una frequenza, più volte superiore ed anche di gran lunga, negli uomini già malati, colpiti da infermità del tipo Diabete, Ipertensione, Ipercolesterolemia e Tabagismo.

    La soluzione definitiva, al difficile e sentito problema impotenza, si è trovata in un piccolo congegno, chiamato “stent”.

    Gli “stent” sono dei minuscoli dispositivi metallici, a forma di molla di tipo spirale o a forma di tubicino, che da molti anni vengono utilizzati, particolarmente in cardiologia ed anche in tutte le altre affezioni vascolari, ed impiantati nei vasi sanguigni, ristretti per cause patologiche, per allargarli e mantenerli transitabili al sangue, dove si rinvengano importanti ristrettezze.

    Trattasi di una terapia chirurgica, considerata ormai di eccellenza, quella effettuata con gli “stent”, per dilatare le arterie coronariche in preda a restringimenti ed a stenosi, con il risultato che da decenni tale tecnica di “angioplastica coronarica” ha scongiurato milioni di infarti del miocardio, salvando numerosissime vite umane, altrimenti destinate a morte certa a causa dell’arresto cardiaco.

    Lo “stent”. progettato per questo particolare tipo di chirurgia finalizzato ad eliminare l’impotenza sessuale, è in cobalto-cromo e di dimensioni più ridotte di quello normalmente usato per i vasi coronarici, dato che le arterie del pene sono più piccole e con una apertura più stretta rispetto a quelle cardiache.

    Il meccanismo terapeutico, però, rimane identico, poiché questo minuscolo dispositivo medicato, ovvero che rilascia farmaci nel tempo (vasodilatatori ed anti rigetto), una volta inserito e fissato nell’apertura vascolare, allarga l’arteria e la tiene dilatata, permettendo il normale flusso sanguigno nel punto dove era ristretta, a causa dei depositi di grasso che ne limitavano il decorso, dovuti per lo più ad arteriosclerosi, cioè ad alterazioni della parete delle arterie, che perdono la propria elasticità a causa dell’accumulo di calcio e colesterolo.

    L'”angioplastica peniena percutanea”, ovvero l’inserimento dello stent nelle piccolissime arterie del pene, viene eseguita, dopo una attenta verifica diagnostica ecografica e con eco-doppler dell’organo a riposo e dinamico (con erezione indotta farmacologicamente con Prostaglandine, potenti vasodilatatori locali), in anestesia locale. Tali dispositivi vengono introdotti con un sottilissimo catetere da un’arteria inguinale più grande, per essere poi guidati fino alla piccola arteria ristretta del pene, dove vengono saldamente fissati per il loro compito terapeutico.

    L’intervento in day-hospital, senza necessità di ricovero, si conclude, infine, con due punti di sutura all’altezza dell’inguine. Naturalmente, come gli stent coronarici, gli stent penieni vengono ancorati strettamente alla parete vascolare, in modo da restare fissi e di non essere spostati né dalle contrazioni cardiache né dalle sollecitazioni e variazioni di volume del membro maschile durante l’eccitamento sessuale.

    Dopo l’operazione, infine, è necessario assumere blandi anticoagulanti (tipo la cardioaspirina), ogni giorno, per evitare la formazione di coaguli, per mantenere sani i vasi sanguigni e per garantire loro il buon funzionamento erettile.

    Di questa nuova terapia è stata data notizia, dopo l’esperimento pilota effettuato recentemente da 50 pazienti volontari, in Svizzera, con risultati largamente positivi.

    I chirurghi vascolari di tutta Italia e del mondo intero iniziano già a leccarsi i baffi all’idea della mole di lavoro che sta loro per riversarsi addosso, soprattutto dopo il lungo periodo di  restrizioni professionali affrontate con il Covid.

    Impotenza sessuale, addio!

    Pier Francesco Corso

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