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La nuova frontiera della medicina: il rene artificiale portatile

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nxstage-1Intervista al prof. Massimo Morosetti, primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia, Asl RM 3. Centro di riferimento regionale di nefrologia e dialisi

L’insufficienza renale è una malattia molto diffusa nel mondo, con una prevalenza crescente nella popolazione generale. Si tratta di dati che destano molta preoccupazione anche tra i Paesi dell’Unione Europea. Si stima che circa il 10% della popolazione sia dei paesi sviluppati sia di quelli in via di sviluppo, sia affetto da questa patologia.

Anche in Italia l’elevata incidenza di questa malattia necessita oggi più che mai di un’attenta valutazione dei costi non solo in termini sociali ma anche economici. Secondo recenti studi, si stima che nel nostro Paese ogni anno circa 8.000 persone affette da insufficienza renale sono costrette a ricorrere alla dialisi.

Oggi la scienza medica impegnata in questo settore, grazie alla ricerca e l’innovazione tecnologica, offre una prestazione sempre più compatibile con una buona qualità di vita del paziente sottoposto a trattamento dialitico. La NxStage o dialisi portatile risponde proprio a questa esigenza. Ne parliamo con il prof. Massimo Morosetti, primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedali G.B. Grassi di Ostia.

Cos’è l’insufficienza renale e quali categorie di persone colpisce?

L’insufficienza renale è la perdita progressiva della funzione di entrambe i reni. E’ una malattia progressiva e nella maggior parte dei casi lenta, per cui dall’inizio della malattia fino alla perdita totale della funzione renale in genere trascorrono molti anni. Può colpire tutti ma prevalentemente colpisce le persone di età avanzata.

Quali sono le cause?

Le cause principali sono l’ipertensione, infatti, quando non è ben curata e non è diagnosticata in tempo, negli anni porta a malattie renali; le patologie vascolari come l’aterosclerosi, e tutte quelle che noi consideriamo le malattie delle arterie. Poi esistono altre cause come il diabete, che è piuttosto prevalente; le glomerulonefriti, meno frequenti ma ancora esistono. Infine, anche se sono poche, esistono alcune malattie ereditarie come ad esempio i reni policistici. Questa è una malattia che si trasmette dai genitori ai figli nel 50% dei casi e questa intorno ai 50/60 anni può portare all’insufficienza renale.

Si può guarire da questa malattia?

Mentre molti anni fa avremo detto che inevitabilmente, un paziente che aveva un’insufficienza, renale progrediva verso l’insufficienza renale terminale dovendo ricorrere alla dialisi o al trapianto, oggi realmente possiamo dire che questa malattia se presa in tempo e se trattata opportunamente può essere rallentata di molto, al punto che il paziente non arriverà mai a fare la dialisi ma vivrà senza entrare nella fase terminale.

Nella fase terminale dell’insufficienza renale ha detto che si può ricorrere alla dialisi. In cosa consiste?

Quando la funzione renale è persa completamente, quindi entrambe i reni funzionano meno del 5% del totale, bisogna pensare a sostituire la funzione renale. Oggi abbiamo due soluzioni: il trapianto, che può essere fatto o da un donatore vivente, quindi un familiare, o da un donatore cadavere;. Qualora non fosse possibile ricorrere al trapianto abbiamo la dialisi. La dialisi non è altro che quello che una volta si chiamava “rene artificiale” che è un sistema che depura il sangue e sostituisce la funzione dei reni. Quindi, in pratica, fa quello che avrebbero dovuto fare i reni.

Che tipi di dialisi ci sono oggi?

Oggi la dialisi ha raggiunto livelli di qualità direi eccellenti e la qualità di vita di chi fa dialisi è una qualità accettabile. Esistono vari tipi di dialisi. Cominciamo con il dire che esistono l’emodialisi e la dialisi peritoneale domiciliare.

Cos’è la dialisi peritoneale domiciliare?

La dialisi peritoneale domiciliare è una dialisi che il paziente fa autonomamente, da solo, al proprio domicilio. Consiste in scambi di liquidi che vengono inseriti nell’addome attraverso un catetere. Il liquido che si mette all’interno dell’addome permette la depurazione del sangue. Il paziente autonomamente fa questi scambi di liquido più volte al giorno… (video)

Elena Martinelli

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