Quantcast

Lazio: Vietato operare cataratta col laser gli ultra settantenni

Più informazioni su

    Lazio: Vietato operare cataratta col laser gli ultra settantenni – La Asl non rimborsa, le assicurazioni sì –

    Brutte notizie dalla Sanità pubblica. Ma ancora più brutte, quelle che arrivano per i tanti, datati malati di cataratta del Lazio.

    Agli ultra settantenni, infatti, il cristallino della cataratta viene rimosso solo con l’operazione chirurgica manuale, cioè con il mini-bisturi tradizionale, senza consentir loro di usufruire, pur se acquistato ed in dotazione nell’ospedale, del laser a femtosecondi.

    La politica, giustificando il suo operato con irrilevanti e poco trasparenti finalità di risparmio, non trova soluzioni migliori di quelle di penalizzare i pazienti più fragili, quelli dai 70 anni in su, sofferenti di cataratta, non consentendo loro di venir operati negli ospedali pubblici del Lazio, con il super tecnologico apparecchio Laser a femtosecondi, cioè con strumentazioni chirurgiche, guarda caso, acquistate con danaro pubblico e quindi finanziate dalla stessa gente alla quale viene negato il suo uso dai Policlinici statali.

    Ma vediamo di chiarire meglio la situazione, iniziando dal comprendere di cosa si tratta quando parliamo di malattia agli occhi, dovuta alla cataratta.
    Quando la lente interna dell’occhio umano diventa meno trasparente, la nostra vista purtroppo cala ed i colori cominciano progressivamente sempre più a spegnersi.
    Al verificarsi di tale evento, quasi sempre l’oculista interpellato decide per una operazione chirurgica agli occhi per la rimozione di tale lente. In tal caso, allora, come è meglio intervenire chirurgicamente per rimuovere dall’occhio il cristallino opacizzato e rimpiazzarlo con uno sostitutivo artificiale, di pari o migliore funzionalità di quello originale?

    Le opzioni d’intervento operatorio al riguardo disponibili sono due e le esamineremo in dettaglio più avanti.

    C’è intanto da rilevare e da considerare che quella di cataratta è una delle operazioni chirurgiche più diffuse al mondo. Anche nel nostro paese, annualmente, vi si sottopongono più di 550mila persone.

    Secondo i dati statistici più recenti dell’Istat, poi, in Italia il disturbo visivo provocato dalla cataratta colpisce l’ 8,5 per cento degli anziani tra i 70 ed i 74 anni, sale al 12,4 per cento tra i 75 e gli 80 anni e supera il 17 per cento negli ultra ottantenni. Questi i dati aggiornati rilevati sull’incidenza sulla gente di tale diffusa malattia della vista.

    Ma chiediamoci ora come si può intervenire in concreto per via chirurgica su di essa, rimuovendo il cristallino opacizzato (facoemulsificazione) e sostituendolo con una nuova lente intraoculare, da inserire all’interno dell’occhio, cioè con una protesi artificiale che sia altrettanto efficace della lente originale, se non addirittura più efficiente? Con la chirurgia manuale standard con bisturi o con quella laser (Femtolaser) assistita? Queste le due opzioni.

    Per gli ultra settantenni della Regione Lazio, però, l’opzione non è disponibile. Per essi, infatti, non vi è possibilità di scelta e devono necessariamente indirizzarsi e farsi operare utilizzando la prima possibilità, cioè quella che prevede l’intervento chirurgico manuale con micro bisturi, da parte di un chirurgo oculista, messo a disposizione dall’ospedale.

    Pur stigmatizzando tale discriminazione, insensata ed anche frustrante, purtroppo sempre a carico dei pazienti più fragili in considerazione dell’età, ci corre l’obbligo, anche per rassicurare i lettori, nell’eventualità che nell’immediato futuro possano doversi confrontare su tale scelta obbligata, di fornire loro delle opportune delucidazioni al riguardo.

    Quasi tutti i pazienti affetti da cataratta che si recano negli ospedali pubblici chiedono agli oculisti di venir operati con il laser, pensando che sia sempre la soluzione, migliore e più vantaggiosa, rispetto a quella effettuata con il micro-bisturi. Ma è davvero così?

    Ricercatori canadesi si sono posti il problema (American Journal of Ophtalmology), mettendo a confronto la chirurgia manuale standard con quella laser assistita, su un campione di circa tremila pazienti operati di cataratta. Le conclusioni delle ricerche canadesi effettuate, infatti, dimostrano che chi è operato agli occhi per cataratta con chirurgia manuale, non deve considerare questo tipo di operazione come fosse di serie”B” e può stare del tutto tranquillo sulla stessa, in quanto i risultati ottenuti nella ricerca si sono rivelati, altrettanto buoni e paritari, per esiti positivi rilevati, rispetto a quelli derivanti da chirurgia posta in essere con tecnica operatoria laser assistita.

    Per quanto per la chirurgia laser assistita si configuri un futuro sempre più esaltante e brillante, al momento c’è da rilevare però come il laser, negli attuali interventi chirurgici, ad esempio quelli di cataratta, venga usato soltanto per due, tre fasi dell’operazione, in particolare soprattutto quando il chirurgo fa un tunnel nell’occhio per fare entrare gli strumenti operatori e quando si fora la capsula anteriore del cristallino. Il resto dell’intervento non cambia ed è integralmente lo stesso di quello compiuto con la chirurgia manuale standard quando opera senza laser.

    La vera nuova partita si giocherà, in parte già in quella attuale ma soprattutto nella futura, sullo studio e sulla ricerca di una migliore adattabilità della lente artificiale sostitutiva del cristallino per la correzione integrale, ove possibile, dei difetti e delle degenerazioni della vista.

    Si pensi che già oggi si può con le lenti intraoculari multifocali (cioè con quelle che hanno tre focali per la visione, quella da lontano, la intermedia e da vicino) o con quelle toriche (pensate per gli astigmatici) si possono eliminare integralmente difetti visivi che vanno dalla miopia alla presbiopia, sino all’astigmatismo.

    Il problema sta, al momento, una volta infilata una lente introculare multifocale nell’occhio, nelle reazioni e negli eventuali effetti collaterali poco gradevoli che la stessa possa comportare nel paziente operato. Per ovviare a tutto ciò e poterlo prevenire, è allo studio e a quanto pare verrà presto immesso in mercato un innovativo visore che consentirà di prevedere integralmente il risultato dell’intervento di sostituzione del cristallino, simulando come sarà la vista, una volta impiantate le lenti multifocali.

    In conclusione, tornando alle discriminazioni operatorie in atto nella regione Lazio nei confronti degli operandi di cataratta con oltre 70 anni di età, per evitare anatemi da parte dei pazienti e dei loro familiari, suggeriremmo al presidente della regione Lazio ed al suo assessore alla Sanità di operare un piccolo ritocco al divieto.

    Lo si potrebbe garbatamente integrare, infatti, con la previsione e la conseguente possibilità, per i pazienti prossimi ad operarsi per cataratta, di poter scegliere di contribuire economicamente al dissesto economico della Sanità nazionale e regionale, con una mini franchigia a loro carico, da pagare preventivamente, nel caso decidessero, in fase pre operatoria, di voler usufruire della tecnica laser assistita.

    Non la pagherà nessuno questa franchigia, ma la faccia almeno dei vertici e della Sanità regionali sarà salva.

    Pier Francesco Corso

    Più informazioni su