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Roberto Bressan, il portiere degli ‘Insuperabili’

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Roma Daily News ha intervistato Roberto Bressan, portiere degli “Insuperabili”. La sua storia ed i suoi record sono fonte di ispirazione per molti ragazzi affetti da invalidità che, grazie a lui ed alle sue parate, si sono avvicinati al mondo del calcio.

Ciao Roberto, grazie per esserti prestato a questa intervista.

Grazie a te Tommaso.

Dunque, raccontaci un po’ la tua storia.

Certamente. Sono affetto da una invalidità ai piedi, che inizialmente mi causava problemi relazionali e non solo. Poi, grazie al calcio, ho avuto la mia rivincita su molti scettici. La mia storia con il pallone comincia il 17 Maggio del 2001, quando dopo la scuola ho lentamente cominciato a trascrivere su un quaderno le gare che ho giocato. Da quel giorno non avrei mai pensato di giocare quasi quattromila partite. Piano piano, grazie ai social, ho scoperto vari mondi ed ho iniziato a giocare in vari tornei. Sono diciassette anni che gioco a calcio. La mia prima squadra si chiamava “Polisportiva Santa Giulia”. Dopo ho fatto alcuni campionati con la squadra di Alberto Maldera. Successivamente ho giocato con l’Aurora. Ho giocato molte partite e in undici anni, senza scuole calcio da portiere, ho vinto trentaquattro trofei da portiere. La mia rivincita dopo aver avuto un’infanzia difficile.

Come sei arrivato a giocare ne “Gli Insuperabili”?

Andando avanti con la carriera ho conosciuto un amico, Fabrizio Trini, che mi ha portato a giocare nella squadra di calcio disabile Cuore Matto F.C.
Dopo una serie di presenza il presidente de “Gli Insuperabili” notò le mie prestazioni e mi chiamò per giocare con la sua squadra. che mi ha portato nella squadra di calcio disabile.

Cosa significa per te fare parte de “Gli Insuperabili”?

In primis ci tengo a dire che, oltre ad essere una grande squadra, per me stare ne “Gli Insuperabili” è come stare in una grande famiglia. Da quando faccio parte di questa squadra sono cambiato mentalmente, come persona e come portiere. Una seconda famiglia.

E’ stata una scossa nella tua vita?

Si, Da quando frequento il calcio disabile ho cambiato la mia vita. Dalla mia timidezza iniziale il calcio disabile mi ha dato la scossa per affrontare le problematiche lontano da casa, fino a diventare campione d’Italia nel 2015 a Montalto di Castro. Oggi è il mio quinto anno degli Insuperabili. Qui sono cambiato tanto e mi hanno insegnato i valore della vita e dello sport.

E come ti trovi a livello calcistico?

Gli allenamenti sono molto severi, nonostante siamo nel calcio disabile, nel lato positivo. I mister sono tutti molto tosti ed esigente, in modo particolare il preparatore dei portieri. Adesso giocheremo ad un livello alto, la quarta categoria di calcio disabile. Un campionato molto tosto e molto difficile. Non vedo l’ora di affrontarlo.

Che ne pensi del progetto de “Gli Insuperabili”?

Il progetto mi piace tantissimo, mi emoziono sempre a parlarne con qualsiasi persona esterna ad esso. Qui non solo ho trovato solo il giocare a calcio, ho trovato una seconda famiglia ed amici veri. A me un domani piacerebbe lavorare come dirigente nel progetto de “Gli Insuperabili”.

Le ultime due domande sono di carattere generale. Che cosa significa per te essere un portiere e a chi ti ispiri?

Il portiere è un ruolo complicato, che bisogna avere nel sangue. Inoltre è un ruolo molto importante. E’ il ruolo più difficile che c’è nel calcio. Mi ispiro a Buffon nel modo di fare e di comportarsi soprattutto verso i miei compagni. Proprio per questo mi sento una bandiera qui ne “Gli Insuperabili”.

Hai avuto modo di conoscere qualche calciatore di Serie A?

Ho avuto modo di conoscere Chiellini, Gomez e Buffon, testimonial del progetto. I modo particolare ho conosciuto Sorrentino, con il quale parlo spesso. Mi ha anche regalato un paio di guanti da portiere. Vorrei conoscere Puggioni, anche lui testimonial de “Gli Insuperabili”.

Grazie di cuore Roberto. In bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Tommaso e grazie a voi di Roma Daily News! Alla prossima!

                                                                                                                     Tommaso Franchi 

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