RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Una bella Roma non basta: Ronaldo e l’arbitro gelano l’Olimpico

Più informazioni su

Ronaldo

I giallorossi possono recriminare su due rigori non concessi nel secondo tempo

Per affrontare il Real Madrid di Cristiano Ronaldo Spalletti sceglie la difesa a 4: Florenzi e Digne sugli esterni mentre Ruediger e Manolas sono i centrali di difesa. Sulla linea mediana De Rossi non ce la fa e al suo posto viene inserito Vainqueur  per proteggere la difesa con Nainngolan e Pjanic a supporto. Il tecnico di Certaldo punta poi sull’attacco leggero con El Shaarawy, Perotti e Salah pronti a non dare punti di riferimento alla retroguardia spagnola. Zidane, all’esordio in Champions come allenatore, recupera in extremis Marcelo e James Rodriguez e decide di schierarli dal primo minuto.Per il resto tutto confermato con l’attacco formato appunto dal colombiano, Benzema e sua maestà Cristiano Ronaldo.

La partita è molto bloccata con la Roma che attende il Real ma non ha paura di sfruttare gli spazi concessi dalle merengues anche se i giallorossi non sono così decisi nell’ultimo passaggio e sbagliano parecchie potenziali occasioni soprattutto con Salah. La fascia dove gioca l’egiziano è la più trafficata nei primi 45′ ed il Real prova a sfruttare quella corsia con Marcelo e Cristiano Ronaldo. Proprio il brasiliano con un tiro al volo di sinistro va vicinissimo al gol al 20′. La Roma c’è e mette paura ai blancos con una bella iniziativa di Salah che crossa per El Shaarawy ma l’ex attaccante del Milan mette alto sopra la traversa. Il primo tempo finisce sul pari ma con la Roma consapevole di poter far male al Real.

Nella seconda frazione Spalletti chiede maggiore pressione ai suoi proprio proprio per evitare di lasciare Florenzi solo contro i due madridisti, e i risultati si vedono quando ancora El Shaarawy viene imbeccato da un bel lancio di Florenzi, lo stop dell’italo-egiziano è delizioso ma un pò troppo lungo e Navas arriva in uscita bassa. A velocità normale non sembra esserci nulla, ma nei replay successivi il tocco del portiere è netto sull’attaccante giallorosso e sarebbe valso il penalty. Un minuto dopo il possibile gol della Roma, il Real passa in vantaggio: Palla in profondità per Cristiano Ronaldo che sfrutta il vantaggio concessogli da Florenzi e dopo un contro a rientrare fa partire un destro che viene deviato dallo stesso difensore romanista. Il pallone assume una traiettoria imprendibile per Szczesny e si insacca in rete. Un gol che gela l’Olimpico e che regala un vantaggio immeritato agli ospiti. La Roma sbanda per qualche minuto, ma poi anche grazie all’ingresso di Edin Dzeko guadagna campo e sfiora per tre volte il pareggio. Prima con l’ottimo Vainqueur che dopo una sponda di Dzeko fa partire un missile dal limite dell’area che esce di pochissimo alla sinistra di Navas. Dopo è il turno di Dzeko che, sfruttando un pallone sporco di Pjanic, spreca a tu per tu con il portiere, mettendo la palla a lato. Infine con Salah che non riesce a controllare un facile pallone servitogli splendidamente nuovamente da Florenzi.

A dieci minuti dalla fine la Roma recrimina ancora con l’arbitro Kralovec che non concede un rigore, stavolta solare, alla Roma sempre per fallo su Florenzi. Il numero 24 gioallorosso servito da Dzeko viene steso in area da Carvajal e i 56000 dell’Olimpico gridano al rigore, tranne l’arbitro ceco che fa continuare il gioco. Un minuto dopo arriva la beffa con il gol di Jesè che in contropiede fulmina Szczesny con un diagonale chirurgico, firmando il 2-0 in favore delle merengues e permettendo agli spagnoli di ipotecare il passaggio del turno. Un risultato a dir poco bugiardo per quello che si è visto in campo: Un’ottima Roma ha messo alle corde il Real Madrid, sembrato più un grande gruppo di campioni che una vera squadra, condannata solo dagli episiodi e dalle individualità dei blancos sicuramente superiori a quelle dei giallorossi. Una partita che nonostante la sconfitta consegna alla Roma e ai suoi tifosi la consapevolezza di essere sulla buona strada per il futuro. Una strada che dovrà essere ripresa già da domenica contro il Palermo, dimenticando la beffa di questa sera.

Massimiliano Guerra

Più informazioni su