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Closing avvenuto, la Roma è ufficialmente di Dan Friedkin

Roma – Il grande giorno per la Roma è arrivato: dopo mesi e mesi di tribolazioni, interessi, trattative, rinvii e incertezze legate al sopraggiungere dell’emergenza sanitaria Covid, con conseguente crisi economico-finanziaria globale, è finalmente avvenuto il closing, con il passaggio di consegne tra James Pallotta e il Gruppo Friedkin, capitanato da Dan Friedkin e suo figlio Ryan.

Lo scoppio della pandemia a fine febbraio di fatto aveva bloccato una trattativa che fino a quel momento, tra accelerate e frenate, in un modo o nell’altro stava andando avanti, fino a quando appunto era stata messa in stand-by per via della delicata situazione planetaria nel momento in cui, al termine di una due diligence effettuata dall’acquirente texano per verificare la stabilità finanziaria del club, le parti si stavano accordando su circa 750 milioni per tutto il gruppo AS Roma.

Alla fine James Pallotta si è dovuto “accontentare” di una cifra sensibilmente più bassa, 591 milioni, ma quel che importa è che il futuro della Roma, in un periodo storico altamente complicato, si stia man mano delineando: con i Friedkin al comando inizia ora una nuova era per il club capitolino. Difficile fare previsioni, ma vista l’importanza manageriale del personaggio, tra le altre cose Ceo di Gulf States Toyota Distributors, è lecito immaginarsi una crescita importante per il club sia sotto l’aspetto societario che sotto quello sportivo, magari con l’aiuto di quello Stadio a Tor di Valle per il quale sembra sempre mancare l’ultimo passo decisivo.

Va comunque specificato che quella entrante sarà ancora una stagione di transizione: visto il poco tempo a disposizione, i nuovi proprietari non avranno modo di apportare tutte quelle modifiche che ritengono o riterranno necessarie, e soprattutto all’inizio vorranno giustamente osservare dall’interno cosa funziona e cosa invece va cambiato. Ci sarà una fase di studio silenzioso e di valutazioni, ma il futuro per la Roma è già arrivato, il futuro, per la Roma, è adesso.

Andrea Trupiano