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Juan: “Vorrei vincere qualcosa in giallorosso”

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«Il mio obiettivo è vincere qualcosa con questi colori». Alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia in casa dell’Inter, Juan confessa di non voler concludere un’altra stagione a mani vuote. Il difensore della Roma, nel corso di una intervista rilasciata alla rivista ufficiale del club giallorosso, spiega come un eventuale successo in Coppa Italia sarebbe ad esempio il giusto premio per «un gruppo unito e che si vuole bene». «Lo meritiamo per quanto fatto in questi anni – aggiunge quindi il brasiliano – Per due volte abbiamo accarezzato il sogno di vincere uno scudetto senza avere fortuna. Gli anni passati abbiamo giocato bene, ma c’è stata un’Inter fortissima. Quest’anno, che il livello è inferiore, siamo andati male. Invertendo le prestazioni dell’anno scorso con questo avremmo vinto il campionato». E invece la Roma è invischiata nella corsa al quarto posto che vale l’ultimo pass utile per l’accesso ai premilitari della prossima Champions League. «Non so perchè la stagione è andata in questa maniera – confessa Juan -. Ci sono tanti motivi quando una squadra non va come dovrebbe. Volevamo dare tante soddisfazioni ai nostri tifosi, non ci siamo riusciti». «Direi che principalmente è mancata la continuità dei singoli e del collettivo. Non attribuirei la colpa solo ai problemi esterni, quelli c’erano anche quando vincevamo – ammette il giocatore -. Nel calcio esistono le annate no, questa è una di quelle. A volte gli episodi girano dalla parte sbagliata, l’anno scorso alcuni ci sono stati favorevoli e abbiamo ottenuto risultati che nessuno si aspettava». Juan, poi, non se la sente di «mettere in discussione il lavoro dell’allenatore precedente (Ranieri, ndr) e i suoi metodi. Non amo fare polemica, sarebbe troppo facile dire: abbiamo sbagliato la preparazione, è tutta colpa di chi c’era prima. Quando la squadra non gira le responsabilità sono di tutti: allenatore, giocatori e società». Diverso il discorso quando si parla delle vicende societarie e del tortuoso iter che ha portato la proprietà della Roma nelle mani della cordata statunitense guidata da Thomas DiBenedetto: «L’incertezza prima, e la mancanza di notizie certe ora, ovviamente, hanno avuto e hanno una loro influenza. Conosciamo l’ambiente e la città di Roma e sappiamo come si reagisce agli insuccessi della squadra. I tifosi sono profondamente delusi».

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