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La Roma batte il Genoa e rivede la Champions

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Roma (4-3-3): Stekelenburg 6.5, Taddei 6.5, Kjaer 6.5, Heinze 7, Josè Angel 5.5, Gago 6 (41′ st Simplicio s.v.), De Rossi 6.5, Greco 7 (29′ st Marquinho s.v.), Borini 6, Lamela 6 (14′ st Bojan 6), Osvaldo 7. (1 Lobont, 87 Rosi, 92 Viviani, 40 Piscitella). All.: Luis Enrique 6.5. Genoa (4-3-1-2): Frey 6.5, Mesto 6, Carvalho 5, Kaladze 5.5, Moretti 5.5, Rossi 4.5 (1′ st Jankovic 5.5), Veloso 6.5, Biondini 6, Belluschi 5.5 (20′ st Jorquera 5), Gilardino 4.5, Palacio 6.5. (22 Lupatelli, 31 Sampirisi, 18 Alhassan, 10 Birsa, 9 Zè Eduardo). All.: Marino 5.5 Arbitro: Giannoccaro di Lecce 6 Reti: nel pt 3′ Osvaldo Angoli: 7-3 per la Roma Recupero: 0′ e 3′ Ammoniti: De Rossi per comportamento non regolamentare, Jankovic e Kaladze per gioco scorretto Spettatori: 31.460

La Roma batte di misura il Genoa, le basta un gol di Osvaldo dopo neppure tre minuti di gioco, e ricomincia a sperare nel terzo posto e quindi di partecipare alla prossima Champions, magari a spese della Lazio per vendicarsi delle sconfitte nei derby. Sono tre punti davvero preziosi quelli conquistati dagli uomini di Luis Enrique, che capitalizzano al massimo il vantaggio iniziale, ma poi soffrono qualche patema d’animo di troppo nel finale, quando l’Olimpico segue le ultime fasi del match con il fiato sospeso. Ma per fortuna della Roma priva di Totti, Juan e Pjanic questo Genoa è a sua volta troppo condizionato dalle assenze, come quelle di Kucka, Constant e dell’acquisto di gennaio Sculli che penalizzano la manovra offensiva. Il team ligure di basa sostanzialmente su due ottimi giocatori, quel Veloso sontuoso regista di centrocampo e quel Palacio a lungo sognato dalla Roma l’estate scorsa e che anche oggi le ha dato molto lavoro. Ma le giocate del portoghese e dell’argentino non bastano per fare risultato ed ora i rossoblù si ritrovano nella bassa classifica: buon per loro che agli ultimi tre posti ci siano altrettante squadre fortemente indiziate di retrocessione, altrimenti se non rientrassero gli assenti sarebbero dolori. Quanto alla Roma, il rientro di Osvaldo si rivela provvidenziale, perchè l’argentino segna dopo 2’20« di gioco controllando con il destro un bel passaggio di Greco (oggi fra i migliori) e poi battendo Frey con un diagonale. Ci riprova tre minuti dopo ma la sua spettacolare rovesciata viene ‘muratà dalla difesa rivale. Altri momenti di calcio-show sono un passaggio ‘no look’ di Lamela (bravo ma sempre poco incisivo) non sfruttato da Taddei ed una ‘rabonà di Osvaldo, ma anche il Genoa si rende pericoloso con Palacio. L’occasione più propizia capita però ancora ad Osvaldo ma il centravanti la spreca tirando a lato dopo il lancio di Taddei. Ancora Osvaldo si fa vedere con un altro tiro alto di poco, ma basta una distrazione della difesa e il pubblico dell’Olimpico comincia a tremare nonostante la temperatura mite: ma per fortuna dei romanisti Stekelenburg respinge la conclusione da distanza ravvicinata di quel Belluschi oggi inventato trequartista da Marino. Il tempo si chiude prima con un tiro di De Rossi respinto da Frey e poi con Mesto che non concretizza un cross di Palacio. È una buona Roma, spesso pericolosa, mentre il Genoa è sempre poco lucido al momento di concludere e ha qualche elemento, come Rossi e Gilardino, in totale ‘black out’. Ad inizio ripresa la Roma viene graziata dalla terna arbitrale perchè Gilardino è in posizione favorevolissima ma viene fermato per un fuorigioco inesistente, poi al 16′ c’è Bojan, subentrato a Lamela, che si inserisce con un perfetto taglio sul passaggio di De Rossi ma tira malamente fuori. Poi ci sono un bel tiro di Veloso deviato da Stekelenburg ed un’occasione per Palacio al quale però viene fischiato l’offside. Nella Roma si fa vedere anche Marquinho, che sfrutta il pezzo pregiato del proprio repertorio, ovvero il sinistro, per impegnare Frey, che ci mette la mano. Nel finale c’è soprattutto la pressione del Genoa, che provoca il batticuore ai difensori romanisti che comunque, sorretti da un ottimo Heinze, hanno il merito di non incorrere in distrazioni fatali. Così ora il terzo posto dei ‘cuginì laziali è a cinque punti e almeno per qualche giorno la Roma che sabato dovrà sfidare il Milan a S.Siro può riprendere a sognare l’Europa che conta.

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