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Luis Enrique: “Borriello? Penso sempre alla squadra. Con la Juve senza paura”

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«Borriello? Sono stanco di queste domande. Io penso sempre alla squadra come prima cosa e devo rispondere in modo diplomatico. A voi interessano le cazzate successe, a me no. Io penso a controllare il gruppo e a fare in modo che tutti mettano la squadra prima di se stessi, questo vale per tutti i giocatori». Luis Enrique, tecnico della Roma, risponde così a una domanda su Marco Borriello. L’attaccante giallorosso non gioca dalla fine di ottobre e nell’ambiente giallorosso si è parlato anche di una possibile esclusione per motivi disciplinari. «Sono stanco di sentire domande sui motivi delle esclusioni, è sempre una decisione tecnica. Se vinciamo nessuno mi chiede perchè non ha giocato qualcuno. Io penso al presente e ogni settimana vedo come si comporta la mia squadra, voi no, e devo fare le mie scelte», dice Luis Enrique alla vigilia della sfida di campionato con la Juve.

«Dobbiamo andare in campo senza paura. Serve la migliore versione della Roma per battere una Juve fortissima. Il mio futuro? Non so cosa succederà e non mi importa. Non mi interessa nessuna cosa che non abbia a che vedere con il risultato, tutto quello che non posso controllare non mi deve preoccupare, poi vedremo». Sono le parole di Luis Enrique alla vigilia della sfida con la Juventus all’Olimpico. Un’eventuale sconfitta contro i bianconeri complicherebbe ulteriormente la situazione del tecnico giallorosso, criticato dopo il ko subito sul campo della Fiorentina. «Con la Juve è la partita più difficile insieme a quella col Milan, perchè entrambe hanno tantissime possibilità di vincere il campionato e sono di un livello superiore alle altre», dice. Contro la Juve, insomma, servirà la Roma migliore: «Per battere una squadra ancora imbattuta o mostriamo la nostra migliore versione o sarà un episodio difficile. Ma dobbiamo arrivare all’Olimpico senza paura. Per noi deve è uno stimolo avere la possibilità di battere la Juve, visto che ancora non l’ha fatto nessuna squadra». Il tecnico bianconero Antonio Conte ha elogiato la Roma di Luis Enrique, che ricambia i complimenti: «La Juve è guidata da un allenatore bravissimo. Ho visto tante loro partite, fanno una fase difensiva incredibile e una fase offensiva fortissima. Conte è riuscito a far capire ai suoi calciatori che per vincere bisogna lottare in 11».

«Nella Juve -prosegue- non c’è solo un calciatore come Pirlo che da solo fa giocare la squadra, ma anche Vidal, Pepe, Matri, Estigarribia…Vedo una squadra con tantissima voglia di essere la più forte del campionato e senza dubbio è sulla strada giusta». Anche la Roma, secondo il tecnico asturiano, lo è: «Sono il primo a sapere quello che succede nel calcio quando le cose non vanno bene, ma continuo a pensare che sono sulla strada giusta e ho la fortuna di contare sulla fiducia della società». Luis Enrique torna anche sulle critiche seguite alla sconfitta contro la Fiorentina e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Abbiamo fatto il 68% di possesso nel campo avversario con un uomo in meno: siamo forti, mamma mia. Ma non si va in porta, lo so. Dobbiamo ingrassare le due punte, è questa la soluzione…Io sono orgoglioso di come si sono comportati i miei ragazzi, so che dobbiamo arrivare più in porta. Ma che farebbe un’altra squadra con un uomo in meno e sotto di un gol? Abbiamo preso il secondo gol su calcio piazzato e può succedere, ma a noi succede spesso». Alla fine, però, conta il risultato: «Le regole del calcio sono queste, è normale cercare il colpevole quando le cose non vanno bene e io ho sempre detto che sono il massimo responsabile. Ma la partita di Firenze mi rafforza come allenatore». Contro la Juve è in dubbio Cassetti: «Ha un infortunio che si porta dietro da tanto tempo, non è ancora al 100 percento e non so se convocarlo. Questa settimana si sono allenati con noi tre ragazzi della primavera e possono aiutare la squadra», dice Luis Enrique, che potrebbe dare una chance a Viviani. «È pronto, senza nessun dubbio. Lui è un esempio per tantissimi giovani che in futuro potranno arrivare in prima squadra, ma non mettiamogli pressione». Contro i bianconeri, avverte, «non vince solo chi segna un gol in più ma chi fa meglio la fase difensiva e sono sicuro che la Juve la farà al 100%. Su questo dobbiamo imparare da loro». In settimana, spiega, la squadra ha lavorato bene: «Ho visto i calciatori delusi per i risultati ma hanno fatto il lavoro in modo giusto, non ho visto nervosismo».

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