Mostra sui dieci anni dello scudetto della Roma

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    Una galleria di immagini dedicate a tutti i 68 goal segnati nel campionato 2000-2001, le magliette alzate di Francesco Totti e le esutanze di Gabriel Batistuta, il presidente Franco Sensi che allarga le braccia a sventolare la bandiera e le divise della squadra. Centinaia di memorabilia sfilano nella mostra «Utr 10 Anni dallo Scudetto della Roma», inaugurata oggi presso la sala di Via Baccini 84, nel cuore del Rione Monti, alla presenza del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, dell’assessore provinciale allo Sport Patrizia Prestipino, di Maria e Rosella Sensi, di Giorgio Rossi, massaggiatore storico. Presente anche l’attrice Maria Rosario Omaggio tifosa della Roma. A tagliare il nastro, anche Giorgia Carletti miss tifosa romanista 2011. La mostra, che rimarrà visitabile in orario serale fino al 10 luglio per poi riaprire a settembre, ha la particolarità di proporre in sequenza pannelli con la documentazione fotografica di tutti i 68 goal segnati nel famoso campionato dello scudetto. «Mi auguro che la mostra sia molto visitata, dai tifosi di oggi e non solo della Roma, ma soprattutto da parte di chi ha vissuto quella vittoria, una delle pagine più belle dello sport nella storia del nostro paese e del calcio italiano – dichiara Zingaretti – Tutta la documentazione sui goal del campionato è uno stimolo a guardare quell’impresa fatta di allegria e purezza sportiva, testimonianza di quando il calcio era competizione pulita e trasparente. Grazie – conclude Zingaretti – a quella straordinaria squadra e ad un presidente meraviglioso che ci regalò più di un sogno, ma una realtà. Oggi che la Roma vive una fase diversa, l’augurio è che sia uguale e competitiva come quella stagione. E forse tra qualche anno fareno un’altra mostra del genere». «C’è tanta nostalgia per un momento magico che ha vissuto questa città – aggiunge Prestipino – Ricordo tutto quel giallorosso che colorò Roma, a testimoniare la passione con cui si era stretta la città intorno alla squadra e al presidente». «Quello del 2001 – conclude il presidente uscente, Rosella Sensi, seduta a fianco a Zingaretti – è stato uno scudetto ricercato fin dal 1993, quando papà comprò la Roma dopo il grande Viola ed un periodo di difficoltà».

    «Del 17 giugno 2001 ho ricordi meravigliosi ma anche tanta ansia. Franco era emozionatissimo, il mister voleva festeggiare la sera stessa ma era sfinito, tornò a casa in un bagno di sudore. Era felicissimo. Franco aveva in cantiere lo scudetto da diversi anni, quel 17 giugno fu il coronamento di un sogno e di un lungo e duro lavoro». Sono le parole di Maria Sensi, vedova del presidente Franco Sensi, rilasciate a Radio Ies a 10 anni esatti da quel Roma-Parma che, il 17 giugno 2001, regalò ai giallorossi il terzo scudetto. «Ricordo la preoccupazione di Franco, era terrorizzato dal fatto che potessero dare la sconfitta a tavolino alla Roma in seguito all’invasione di campo da parte dei tifosi. Penso che la passeggiata al Circo Massimo sia stata l’esperienza più bella di Franco nel corso della sua presidenza -continua la moglie del compianto presidente-, viveva una felicità indescrivibile. La mia grande gioia sarà sempre quella di vedere la Roma vincere, anche se siamo usciti di scena resteremo sempre tra i primi tifosi della squadra, io come tutta la mia famiglia. Nel salutarvi voglio fare gli auguri a tutti i tifosi romanisti, perchè oggi è la loro, la nostra, festa!», conclude.

    «Ho fatto tutto con grande amore ma non accostatemi a papà che ha fatto una nuova Roma, una grande Roma, all’altezza delle grandi d’Europa e quello che ha fatto Franco Sensi rimarrà nella storia della società. Poi lasciamo il futuro parlare per chi la renderà altrettanto grande, perchè bisogna permettere agli altri di lavorare. La storia si fa con i fatti e lo faranno gli altri e glielo auguro con tutto il cuore». A parlare è Rosella Sensi, presidente uscente ella Roma che, ai microfoni di Centro Suono Sport, ricorda il 17 giugno di dieci anni fa quando suo padre Franco, allora presidente della Roma, vide i giallorossi conquistare il terzo scudetto della loro storia, ma guarda anche al futuro della società. «Oggi penso a papà se possibile ancora di più degli altri giorni perchè quel giorno non si teneva fermo. Penso abbia fatto la maratona dentro casa. Un giorno da ricordare per tutta la famiglia ma soprattutto per tutti noi tifosi. Abbiamo vinto poco ma ricordare queste giornate è importante», aggiunge Rosella Sensi. «È una giornata speciale. Voglio ricordare papà perchè so quanto ci teneva a regalare questo scudetto ai tifosi, mi manca perchè quel giorno quasi si sentiva male per l’emozione, poi quel giro di campo. Oggi sono qua impropriamente. Sarebbe stato giusto ci fosse stato lui. Come me si sentiva uno dei tifosi, uguale a tutti i tifosi. Papà più che il 17 agosto, quando se ne è andato, lo ricorderei il 17 giugno ma in maniera gioiosa perchè a lui le cose tristi non piacevano».

    La Sensi ha ereditò il ruolo di presidente dal padre e conosce bene i sacrifici e la passione con cui l’allora numero uno giallorosso lavorò per portare la società ai vertici: «Mio padre ha preso la Roma in una condizione critica e l’ha fatta crescere. Io credo di aver continuato quello che voleva lui, nonostante quello che è stato detto, a volte in maniera anche impropria. Tutto è stato fatto per proseguire quello che lui voleva. Il mio 17 giugno è stato il 17 giugno del 2001. Mi auguro di poterlo rifesteggiare in qualche modo». In un momento così difficile per il calcio italiano Sensi vuole ricordare quei momenti come uno degli aspetti migliori di questo sport: «È stata un’emozione grande. In questo momento si parla di tante cose brutte che appartengono, e non appartengono, al calcio. Quello che è successo quella sera è la parte bella del calcio. C’è tanta professionalità ma in quello spicchio di tempo si è vista la parte dei rapporti umani. Non c’erano i giocatori da una parte ed il presidente Rosella Sensi dall’altra, c’erano i rapporti umani costruiti nel tempo. È un ricordo che conserverò nel tempo come tanti altri momenti che non si sono visti pubblicamente». L’ex presidente della Roma rivendica l’impegno messo nel tentativo di proseguire il lavoro del padre (evitando però paragoni) e augura infine alla nuova dirigenza di riuscire ad eguagliarlo: «Non mi posso accostare a quello che ha fatto mio padre anche se l’ho fatto con un’intensità enorme e non è stato capito. L’ho fatto per quello che sentivo, facendo anche errori ma, chi non fa non sbaglia»

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