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Dopo la tempesta c’è sempre il sole. Almeno è quello che i tifosi della Roma sperano di trovare dopo quest’ultima sosta dal campionato che, finalmente, sta per volgere al termine. I giallorossi sono reduci da un ultimo mese terribile. L’eliminazione dalla coppa Italia per mano del Toro, la sconfitta di Torino, il pareggio casalingo con il Sassuolo e, infine, il KO contro l’Atalanta, hanno lasciato non pochi malumori dalle parti di Trigoria.
Come se non bastasse, poi, ad aumentare il malcontento di una piazza giustamente contrariata dagli ultimi risultati, anche le mille polemiche sorte a seguito delle ultime dichiarazioni di James Pallotta. Le parole del presidente, giuste o meno, hanno scavato ancor più a fondo in quel solco da sempre aperto tra una parte della tifoseria romanista e il patron americano.

Adesso, però, bisognerebbe rimboccarsi le maniche e lasciarsi alle spalle  qualsiasi tipo di dissidio. Una trasferta tanto difficile quanto delicata attende i capitolini all’alba della seconda gara del girone di ritorno. Delicata non solo perché la Roma vola a San Siro, campo mai banale e da sempre ostico, non solo perché difronte avremo quel Luciano Spalletti che un girone fa riuscì al limite dell’incredibile a vincere la sua prima da ex, ma anche e soprattutto perché un altro punteggio negativo costerebbe alla Roma un ulteriore distaccamento da quell’ultimo posto Champions che ad oggi, in virtù delle ultime  pessime prestazioni, è divenuto obiettivo principale di allenatore e squadra.

Per poterci destare da questo torpore generale servirebbe un ambiente coeso e deciso, non certo intollerante a qualsiasi indiscrezione e con i nervi a fior di pelle. Il campionato è ancora lungo e la possibilità di poter scalare posizioni più che mai concrete. Ritrovare lo spirito di compattezza e aggregazione, che aveva contraddistinto la compagine romanista fino a spingerla al 1° posto nel girone europeo e ad una manciata di punti dalla vetta in Italia, è l’imperativo che società, staff e calciatori dovranno stamparsi nella mente e nel cuore per risollevarsi seduta stante. Spirito e convinzione potrebbero essere la strada primaria da intraprendere per ritrovare brio e slancio in mezzo al rettangolo di gioco. Un gioco che ha latitato in questo scorcio di torneo, mettendo ingiustamente in dubbio un lavoro ammirevole solamente fino a un mese e mezzo fa.

Una celebre frase, di un altrettanto celebre film, recitava: ” Siamo all’inferno adesso signori miei, credetemi… e possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi. Oppure… aprirci la strada lottando verso la luce”. Ecco, voglio pensare che Di Francesco abbia detto questo lunedì mattina, quando i suoi ragazzi sono ritornati dalla pausa vacanze in quel del centro tecnico Fulvio Bernardini. La ricerca di se stessi e la ricerca dei propri mezzi tecnici. Mezzi tecnici non ipotizzati, non presupposti, non immaginati, ma mezzi tecnici reali e che aspettano solamente di essere nuovamente messi in bella mostra.

E allora il nemico, sportivamente parlando, assume i connotati di un biscione nerazzurro e non quelli di un lupo ferito, ma comunque non ancora morto.

Massimiliano Sciarra

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