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Roma beffata da Kukca

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GENOA (4-3-1-2): Frey 6.5; Mesto 7, Dainelli 6, Moretti 6 (1’st Bovo 5), Antonelli 6; Rossi 6.5, Veloso 6, Seymour 5.5 (9′ st Kucka 6); Merkel 6; Palacio 6, Jankovic 7 (25′ st Constant 6). (22 Lupatelli, 5 Granqvist, 19 Jorquera, 99 Caracciolo) All.: Malesani 6.5 ROMA (4-3-3): Stekelemburg 5; Perrotta 6 (25′ st Borriello 6), Heinze 5, Burdisso 5.5, Josè Angel 5.5; De Rossi 6, Gago 5, Pizarro 6 (13′ st Osvaldo 5.5); Bojan 6, Borini 6, Lamela 5.5 (13′ st Greco 5.5) (18 Curci, 4 Juan, 11 Taddei, 77 Cassetti) All.: Luis Enrique 5 Arbitro: Gervasoni di Mantova 6 Reti: nel pt 38′ Jankovic; nel st 37′ Borini, 44′ Kucka Angoli: 7-5 per il Genoa Recupero: 1′ e 3′ Ammoniti: Seymour e Merkel per gioco scorretto, Burdisso per proteste.

Alla Roma non basta dominare nel possesso della palla per avere ragione di un Genoa accorto e fortunato nel finale. A Marassi vincono 2-1 i rossoblù, che prima hanno pensato a difendersi e poi hanno cercato, con successo, di colpire in contropiede. Il gol fortuito di Kukca allo scadere regala i tre punti al Grifone e costringe alla sconfitta i giallorossi, che erano riusciti a pareggiare il gol iniziale di Jankovic con Borini. E così, dopo il pareggio in trasferta contro la Juventus, il Grifone risorge dopo quattro partite e regala un sorriso alla Liguria delle vittime del maltempo, che i tifosi hanno ricordato a inizio gara con un minuto di silenzio. E dire che il gioco stile Barca della squadra di Luis Enrique non è mancato. Sono stati proprio i giallorossi a fare la gara, anche quando sono passati in svantaggio grazie a una bella giocata del solito Palacio, autore al 37′ del primo tempo dell’assist che Jankovic manda in rete con un preciso rasoterra dal dischetto. La Roma non demorde e prova a farsi sotto con il baby tridente: Lamela, Borin e Bojan, là davanti, hanno 60 anni in due, uno degli attacchi più giovani mai visti in Italia. Frey, però, non corre grossi pericoli ed è pronto alla risposta su un tiro dalla distanza di Pizarro. Nella ripresa la trama non cambia: la Roma continua a macinare campo e palloni, il Genoa si difende con ordine e controlla il risultato. Al 13′ tocca di nuovo a Frey salire sugli scudi e respingere d’istinto un colpo di testa di Lamela. Con il passare dei minuti le squadre si allungano. Luis Enrique tenta il tutto per tutto e schiera un 4-2-4 molto sbilanciato, con Osvaldo e Borriello accanto ai ‘sopravvissutì Borini e Bojan. È la tattica che vale il pareggio, grazie ad una giocata d’astizia dell’ex genoano, che ruba palla a un ‘assonnatò Bovo e serve un pallone che Borini calcia in rete a due passi dalla porta. Il pari galvanizza i giallorossi, che non cambiano atteggiamento. Luis Enrique non si accontenta, vuole la vittoria, ma il Genoa lo castiga, aiutato dalla Dea bendata proprio quando la partita sembrava ormai avviata verso il pareggio. Autore del gol partita Merkel, involontario corpo contro il quale Merkel spizzica di testa una palla che finisce in rete.

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