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Tracollo Roma, lo United ne fa sei

Roma – E’ il giorno dell’andata delle semifinali di Europa League, la Roma vola all’Old Trafford per affrontare il Manchester United di Solskjaer, favorito numero uno per la vittoria finale della competizione. Fonseca deve rinunciare allo squalificato Mancini, per il resto schiera la formazione tipo con il recupero di Smalling e Spinazzola.

Roma avanti ma a pezzi
I primi 45 minuti sono un turbinio di avvenimenti. Pronti, via e Veretout alza bandiera bianca per un problema muscolare, subito dopo uno scambio in velocità Pogba-Cavani porta Fernandes a battere Pau Lopez con un tocco sotto. Pochi minuti dopo lo stesso Pogba para un cross di Karsdorp regalando il penalty ai giallorossi, che pareggiano con Pellegrini. A metà frazione, dopo una bella parata su Fernandes, Pau Lopez è costretto al cambio per una lussazione alla spalla. Superala la mezz’ora la Roma mette la freccia: discesa di Spinazzola, pallone a Mkhtaryan e filtrante per Pellegrini che a sua volta sere Dzeko per il tap in. Infortuni finiti? Nemmeno per sogno, perchè prima dell’intervallo si fa male anche Spinazzola.

Uragano United 
Il secondo tempo è un autentico tracollo, con i Red Devils che vanno avanti a folate offensive una dietro l’altra e la Roma che è via via sempre più in bambola. Cavani la pareggia subito con un destro all’incrocio, ancora Cavani la mette dentro da due passi dopo una corta respinta di Mirante, Fernandes su un rigore molto dubbio sigla il quarto goal, poi Pogba di testa e Greenwood nel finale siglano il tennistico 6-2 finale che condanna con ogni probabilità la Roma all’eliminazione ancor prima della gara di ritorno.

Tanta sfortuna e atteggiamenti sbagliati
Non si può non dire che la Roma sia stata molto sfortunata, perdere per infortunio il portiere e due dei tuoi migliori giocatori nel giro di mezz’ora complica notevolmente qualsiasi piano. Considerando che i cinque cambi si possono fare in sole tre finestre, la Roma nel secondo tempo ha pagato dazio a livello fisico non potendo effettuare sostituzioni, con Diawara e Smalling che erano ormai stremati. Non solo sfortuna però, perchè i cinque goal incassati nel secondo tempo sono frutto anche di un atteggiamento eccessivamente offensivo e illogico, considerando la situazione in cui si era. Continuare con il pressing alto, continuare con la spasmodica ricerca della giocata in avanti anche quando sei in sofferenza è sintomo di una squadra poco matura, che ancora non sa come gestire le risorse in casi di emergenza. Sapendo che non puoi effettuare cambi, giochi basso e concedi pochi spazi, tutto il contrario di quello che invece ha fatto la Roma.

Testa alla Sampdoria
Dopo questa batosta Fonseca e i calciatori sono chiamati a rimettere insieme i pezzi, perchè domenica ci sarà una difficile trasferta sul campo della Sampdoria, partita da vincere assolutamente per respingere gli assalti del Sassuolo al settimo posto, ultimo valido per una qualificazione in Europa, anche se nella poco nobile Conference League. C’è un finale di campionato da gestire degnamente, c’è un’altra partita di Europa League in cui bisogna evitare una figuraccia, non sono ammessi altri tracolli del genere.

Andrea Trupiano